giovedì 10 febbraio 2011

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Intervista sulla critica cinematografica nel web

L'amica virtuale (non la conosco di persona) Maria Cristina Russo è laureanda in Produzione Multimediale - arte teatro cinema - all'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale".

Oggetto della sua tesi la "Critica cinematografica online". Ha chiesto, molto cortesemente, a me e ad altri blogger/siti che si occupano della materia di rispondere ad un suo questionario. L'ho fatto con molto piacere, e siccome è stata un'occasione per parlare di Cinema e di come la vedo personalmente ho pensato di trasformare l'intervista in un articolo del blog.

Le domande sono di Maria Cristina, così come le ha esposte e schematizzate. Le risposte mie, ovviamente in stile bloggeristico, quindi un po' confusionario, ma la brava studentessa saprà cavarne quel che le occorre. Scritto tutto molto di getto, un po' come se fosse stata un'intervista a voce. Con più tempo e riflessione forse avrei detto altre cose, ma con meno spontaneità.



I. Competenze

1. Hai studiato o studi cinema? Per quanto tempo e dove? (Specificare: corsi, università, master ecc.)
No, ho alle spalle solo studi tecnici informatici. Un quarto di laurea in Scienze Politiche, poi tanti “studi” da autodidatta di letteratura, filosofia, storia... ho messo le virgolette perché li chiamo studi in modo improprio, ma si tratta semplicemente di aver divorato molti libri, segnandoli, sottolineando, prendendo anche qualche appunto. Prima di appassionarmi al cinema, che ora consuma quasi tutto il mio tempo libero, era quello che facevo finite le incombenze lavorative e familiari.

2. Hai mai letto testi di storia del cinema/testi accademici/saggi sull’argomento? (Specificare titolo e autore)
No anche qua, ma sto ponendo rimedio. A breve inizierò delle letture. Autori che mi interessano in particolare sono Enrico Ghezzi, vero benefattore per noi cinefili italiani, e Marco Giusti, altro fenomeno di sapienza filmica al quale dobbiamo molto. Leggerò anche altro, il problema per un non-professionista è solo trovare il tempo di farlo.

3. Ritieni di avere una formazione specifica nel campo? Attraverso quali strumenti credi di averla acquisita principalmente?
Libri, ma non specifica. Di grandi autori e di ogni genere. La cosiddetta cultura generale è il fondamento primo per analizzare un film. La settima arte condensa le altre e quando riesce bene le rende popolari, consumabili facilmente. La letteratura è il pilasto essenziale a mio parere, la musica un grande contributo emotivo ma anzitutto occorre la trama, la storia, il “cosa raccontare”.

4. Ci sono film la cui visione reputi indispensabile per acquisire una buona formazione nel campo? (Specificare quali).
Ahia! Mi metti in difficoltà. Sono tantissimi i film indispensabili. Il 20 febbraio 2011 festeggio la recensione numero 1000 e ho, ad oggi, messo nel mio personale Olimpo, cioè tra i film che ritengo di visione obbligatoria, ben 235 opere. Come sceglierne qualcuno? E' un'arte con un'immensa produzione, anche a citare solo autori non ci riuscirei. Mi scuso.

5. Per un’adeguata formazione cinematografica, ritieni che sia più importante aver letto testi specifici o aver visto un numero sufficiente di film? (Specificare eventualmente titoli di testi/film).
La preparazione sul cinema, sia essa tecnica o umanistica, è sempre utile. Per come recensisco io i film forse non così fondamentale, ma come detto voglio porre rimedio.
Aver visto molti film è indispensabile! Bisogna anche averlo fatto con l'intento di scriverci e rifletterci a riguardo, invero con un'attenzione superiore a quella di un normale spettatore. Non mi sembrano mai abbastanza quelli che ho visto.

6. Leggi recensioni su quotidiani/internet/riviste? (Specificare dove). Quali sono i critici affermati che segui di più e perché?
Non con particolare costanza sulla carta stampata, seguo più volentieri i blog. In passato era un riferimento per me il Morandini, poi è cessata questa lettura, non più necessaria e, lo dico col senno di poi, talvolta fuorviante. Le recensioni su giornali e dizionari (utili come gli stradari) sono noiose e prive di passione. Ci saranno anche eccezioni alla regola, non ne conosco di particolarmente interessanti. Ottimo l'inserto Alias del Manifesto che esce al Sabato, ottima anche la rivista Nocturno, per il resto noia mortale, senza però con questo accomunare anche cose che non conosco e sono abbastanza ottimista da pensare che altro di buono da leggere c'è.

7. Hai trasformato (o hai pensato di farlo) la tua passione in un mestiere? Se sì, come ci sei riuscito? Se no, perché?
No. Il mio blog è nato per caso e per ora sono felice così, poi del futuro non si può dire nulla. Non mi stimo recensore “professionabile”, in tutta onestà. Il mio è un diario di visioni e come tale mi piace. Voglio continuare a scrivere con quella modalità, non ho altre ambizioni.
Passione da condividere, divertendosi, con gli amici che vengono a trovarmi nel blog. Non ci possono essere soldi in mezzo a questo. Mai e poi mai metterò pubblicità nel blog e difficilmente seguo quelli che lo fanno, pensa! Finché scriverò senza alcun committente pagatore privato, senza alcun interesse economico, potrò garantire obiettività e sincerità, dopo sarebbe molto difficile.
Potermi guadagnare da vivere guardando film e scrivendone sarebbe un sogno, sarei ipocrita se dicessi il contrario, però è troppo importante per me restare Robydick così come sono, non venderei mai la mia firma per qualcosa che non ho scritto esattamente come vorrei.

8. In che misura pensi che conti saper scrivere per occuparsi di critica cinematografica?
Conta al 99%!, perché poi nel “saper scrivere” ci metto l'essere capaci di cogliere dall'opera i messaggi, i significati, palesi e desumibili. L'estetica, se di questo si può parlare, del linguaggio viene da sé. A questa domanda poi rispondo anche nelle successive.

9. Quali sono le più vistose differenze tra la critica analogica e quella digitale?
Il linguaggio su tutto, semplice e diretto, e qua torniamo alla domanda precedente. Poi certo, con internet c'è anche la fruibilità, a costo zero, di un'infinità ormai di pareri su questo o quel film, autore, genere. La maggior parte di noi blogger, e sono quelli che seguo, opera in totale autonomia da interessi economici di alcun genere, e si legge di tutto! Non c'è il timore di stroncare un film o di esaltarne un altro anche in contrapposizione alla critica accademica o all'opinione pubblica preponderante. Non ce ne importa nulla almeno per me è così, non rendiamo conto a nessuno. Certo, bisogna sapersi muovere in questa anarchia opinionista. Capita che qualcuno faccia il sensazionalista, e qua solo l'esperienza insegna a distinguerli, non c'è una regola per aiutare a riconoscere questo, ma è una caratteristica degli ambienti liberi.

10. Pensi che sia utile un’interazione tra i critici della vecchia guardia e le nuove generazioni cinefile del web? Come può avvenire?
Che bella questa domanda! Molto utile, se si riuscisse a creare un dialogo vero. Ho la sensazione che noi blogger siamo visti come dilettanti alla sbaraglio e tutti i torti nemmeno li hanno, però visto che molti ci leggono e con piacere, e che in qualche modo diamo un contributo alla diffusione della passione per il cinema, magari un po' di attenzione potrebbero dedicarcela.
Sarebbe bellissimo fare una specie di raduno, una grande convention dove riunirsi e discutere di Cinema, magari di quello italiano in particolare che salvo qualcosa vive una tristezza complessiva disarmante; se rapportato a quello che abbiamo fatto, in particolare nel trentennio che va dagli anni 50 ai primi 80, coi magici anni 70, si rischia lo sconforto. Come critici, professionisti e non, possiamo fare molto! L'indifferenza verso certo schifo, ad esempio, è un atteggiamento costruttivo perché non c'è un blogger sano di mente che considera i cinepanettoni roba da catalogare nel cinema. Così come bisognerebbe prestare attenzione a tutta una produzione minore che non trova spazio nella distribuzione e che, come critici e quindi diffusori d'informazione cinematografica, abbiamo il dovere di valorizzare.
Ripeto, sarebbe utile e molto. Ma con uno scopo. Se dobbiamo solo far quattro chiacchiere a vanvera che ci vediamo a fare?

11. Cosa pensi della critica online? Come valuti il livello di competenze storiche/tecniche/di scrittura di chi fa critica su internet? Quali sono i tuoi siti di riferimento?
Frequento come molti MyMovies e Trovacinema (Repubblica, ex Kataweb). Il primo ha diversi autori ed ospita anche interventi di altri. Il secondo contiene spesso brevi recensioni del Morandini. Come detto prima, e non per sminuirli, li utilizzo soprattutto come dizionari.
Importantissimo per me ultimamente è wikipedia. Quando c'è la pagina di un film un minimo ben fatta (non sempre) trovo aneddoti, i nomi di autori, altri link utili. Wiki poi ha il grande pregio di essere quasi privo di opinioni, un dizionario “puro”, e pure il grande difetto, per chi il film non l'ha visto, di parlare sempre del finale, di fare “spoiler” come si dice in gergo, ma basta stare attenti e li si evita.
Le competenze sono sempre alte, a prescindere che io condivida o meno quanto scrivono che è discorso differente. Può sembrare strano ma nel cinema preferisco le opinioni di parte. Per fare un esempio, per valutare bene uno spaghetti-western ottimo trovare il sito dedicato, e c'è! Altro esempio: amo molto un regista giapponese, Takashi Miike, e c'è un sito italiano dedicato a lui. Altri siti su poliziotteschi, horror, …, ce n'è per tutti i gusti. Nei siti degli amatori non cerchi obiettività, ma trovi sempre passione e grandi chicche che valorizzano le opere.

12. Hai mai partecipato a rassegne, festival, incontri, trasmissioni tv ecc. in qualità di critico/blogger/giornalista web? Se sì, quali? Quali critici/testate/registi ecc. erano presenti o quali erano gli argomenti sui quali sei intervenuto? Pensi di aver ricevuto un trattamento e una considerazione adeguati?
Qua me la cavo con poco: mai partecipato a nulla nella qualità che dici. Spero un giorno di trovare il tempo di farlo almeno da spettatore molto più di ora, ma qua devo aspettare che crescano i figli che ora mi tengono incollato alle mura di casa. Intanto mi accontento di rassegne di nicchia, anche in scantinati, che offre Milano.


II. Metodologie

1. Quando scrivi una recensione utilizzi un metodo? Hai delle routines? Uno schema? Se sì, qual è?
Ho un format estetico e di archiviazione. Locandina a sx in alto, con anno e nome del regista, poi tutto il testo che ritengo di dover esporre, e su questo non ho proprio alcuna regola tranne, quando possibile, inserire qualche battuta spiritosa in piena sintonia con la mia visione della vita e del cinema: se non si ride è un guaio! Quasi sempre condisco la recensione con le mie personali riflessioni, che sono una proposta interpretativa e soprattutto un invito. L'invito è quello di guardare il film e rifletterci poi personalmente, tutto qua. In calce poi, da un po' di tempo, metto alcuni frame (fermo-immagine) del film, con dei commenti, sempre nello spirito di promuovere la visione al lettore ed aiutare me a ricordare meglio quanto visto.
Per agevolare le ricerche uso i tag (etichette) che poi generano dei link che permettono di ricercare facilmente film attinenti: Genere, Anno, Regista, Categoria.

2. In base a cosa scegli i film da recensire?
La regola d'oro numero 1 è: guardare Solo Film Belli! La vita è breve, il tempo libero è poco e sprecarne con le porcherie è un delitto. E' per questo che quando mi capita di vedere un film che non m'è piaciuto, che ho visto perché osannato da altri, scrivo recensioni feroci: sono incattivito dall'aver perso tempo. Chi mi conosce sa che sono maniacale nella gestione del Tempo Libero, il bene più prezioso nella vita di una persona.
Ho amici, nel blog e nella vita privata, con competenze straordinarie. Ad ogni film che vedo ricevo consigli per altri 10, che poi valuto, cerco in giro informazioni. Sono totalmente privo di preconcetti (cinepanettoni a parte, ma non parliamo di cinema in quel caso). Procedo per Catena Virtuosa quindi, catena che agli inizi gestivo quasi da solo e ora col passare del tempo e grazie soprattutto al blog è sempre più ricca, meno lineare e ramificata. Mi è impossibile oggi riuscire a soddisfare tutta la voglia di film che ho e che gli amici mi trasmettono. Facevo così anche coi libri: quello che leggevo conteneva già il consiglio per leggere il successivo, o perché lo citava in modo esplicito, o perché l'autore mi stimolava a leggerne altri di suoi, o perché scoprivo un argomento e poi cercavo un testo che ne parlasse. Curiosità sempre attiva. Ho solo il timore di non ricordarmi degli “stimoli” che ricevo, ecco perché ho sempre in tasca qualche foglio da pasticciare con appunti e una penna.

3. Sei appassionato di un genere/categoria particolare? Scrivi prevalentemente di quello? Come sei diventato “esperto” di quel campo?
La regola d'oro numero 2 l'ho riservata a questa domanda: Variare, in continuazione.
Ho ammirazione infinita per gli esperti di genere, ai quali mi rivolgo spesso per attingere informazioni come detto, ma non sono portato, mi annoio facilmente. Alterno i film e spazio su tutte le direzioni di spazio e tempo. Come ho scritto nel sottotitolo del blog: "Un film al giorno, di ogni genere e nazione, dagli inizi della settima arte ad oggi.". Non potrei descrivere meglio il blog.
Faccio e comunico delle rassegne, adesso ho in corso quelle di: Antonioni, Fulci, Poliziottesco, Zombie. Altra iniziativa è quella dei film "Incolti", meraviglie poco valorizzate da critica e/o dal pubblico, che curo insieme ad un anonimo quanto preparatissimo ospite del blog: Napoleone Wilson è il suo nickname. Non ci penso però nemmeno lontanamente a guardarmeli in serie i film delle rassegne! Lo faccio per me, per chi visita il blog ma anche per le opere stesse, che non sarebbe possibile poi valorizzarle come meritano, impossibile stupirsi ogni volta di quello che vedi. Sono un esperto di variabilità e di ampiezza di visioni, forse potrei dire questo anche se è un pessimo italiano. Nel blog faccio delle virate che spiazzano: oggi ad esempio, mentre scrivo è uscita le recensione de “I vinti” di Antonioni, film elegante e raffinato come tutti quelli del grande regista, e domani uscirà quella di un horror pluri-premiato talmente spaventoso che ho sentito il dovere di mettere, per la prima volta, delle avvertenze in testa. 
Il Cinema è Arte ad ampio spettro, come tutte le forme d'arte, e io cerco di aprire il mio personale spettro a sufficienza da accoglierlo tutto. E' un po' retorico dirlo, ma penso con convinzione che, così utilizzato, il Cinema è un mezzo straordinario per aprire la propria mente, superare pregiudizi, assurde convinzioni. Può richiedere un piccolo sforzo personale, pensa che fino a 2 anni fa non riuscivo nemmeno a vederli gli horror ed ora mi piacciono tantissimo. E' sbagliato pensare che il Cinema è solo svago, perché così si cercano solo i film che rispecchiano a priori i nostri gusti. Si va a cercare conferme a quello che si pensa e non si cresce, non si crea alcun valore aggiunto! E' un peccato non approfittarne di un prodotto artistico così facile ed alla portata di tutti.

4. Che valore pensi che abbia oggi, su internet, il concetto di censura? (In riferimento alla critica cinematografica e alla tua esperienza di cineblogger).
Ha valore solo politico. La classe che governa sente l'irrefrenabile bisogno di esporre le proprie idee etiche e morali. Sanno anche che quelle idee procurano voti, in Italia e non solo, e mi astengo da giudizi al vetriolo che sarebbe fuori luogo in questo contesto. Dal punto di vista sostanziale la censura è efficace solo laddove internet non è disponibile e quindi le persone ne subiscono le decisioni senza alternative. Altrove cosa può fare? Anche un bambino può facilmente guardarsi un film porno, basta che ha un computer ed una adsl. Quei messaggi di avvertimento all'ingresso di certi siti sono ridicoli, ché se uno c'è andato cosa fa poi, risponde: “no, non sono maggiorenne”? Il discorso vale per tutto ovviamente, non solo per il porno che rimane tra i generi più consumati dagli internauti. 
C'è anche una “censura” che agisce a causa delle "leggi" del commercio cinematografico, in modo meno visibile ma altrettanto sostanziale. E' la scarsa distribuzione che trovano in Italia molti film stranieri, ma anche italiani! Qua vige la legge del denaro: ciò che loro ritengono possa incassare ai botteghini viene proposto ai cinema o nel mercato home, il resto ti attacchi al tram. O meglio, se sei capace, ti attacchi al mondo del peer-to-peer, dove fortunatamente schiere di appassionati rendono disponibili opere altrimenti invisibili. Non è difficile, ma fa ancora selezione tecnologica: i giovani lo conoscono tutti, sanno cosa è un torrent, emule, ecc..., i meno giovani non proprio tutti.
Ne aggiungo un'altra di "censura". Non sempre lo è, intendiamoci, le virgolette le ho messe non a caso, ma quando agisce in quel senso è molto subdola: i doppiaggi. I film in Italia se non sono doppiati non escono quasi mai. Peccato che così facendo il doppiatore, chi perlomeno gli scrive il testo e come interpretarlo, può trasformare quanto proposto in origine da regista e sceneggiatore, a questo aspetto nessuno ci pensa mai! Io guardo spessissimo film sottotitolati, proprio perché non usciti da noi e visibili solo grazie a gruppi di volontari che si adoperano per i testi e quindi per diffonderli. Così sento i veri toni delle voci, quando sono lingue che un po' comprendo me le imparo anche un po' ripassandole e poi sempre i testi dei sottotitoli rispecchiano la versione originale, senza edulcorazioni né trasformazioni o reinterpretazioni. Il doppiaggio a mio parere serve solo ai film per bambini e ai non vedenti, per ovvie ragioni. Gli altri film, se ce li lasciassero così come sono, mi farebbero un gran piacere.

5. Pensi che il mestiere di critico cinematografico si possa insegnare/imparare? Come?
Non in senso proprio, ma lo dico senza essere categorico. In qualche modo anche il critico è un creativo e quindi esprime un talento. Certamente non è scuola di giornalismo. Si può e si deve insegnare il Cinema ed il senso critico. Le prime scuole di storia del cinema nascevano a margine di facoltà di Lettere, Filosofia, scienze umanistiche in generale. Mi pare un'ottima cosa, alla quale aggiungerei la tecnica: riprese, fotografia, il linguaggio delle immagini perché poi un modo di riprendere è anche un modo di comunicare. Il massimo è quindi unire al talento le conoscenze, poi i critici da lì emergono. Non ridere ma una Scuola di Critici per certi aspetti mi spaventa.

6. Quali sono, secondo te, le modalità più innovative ed efficaci per fare critica cinematografica oggi? Pensi che ne nasceranno di nuove?
Non saprei proprio. Una recensione è e resterà, credo, un discorso, un testo che parla di un film. Sarà la tecnologia a darci la spinta, anche se non so a che serva una recensione in 3D o 4D, forse a farci gustare l'afflato oltre che le parole del recensore? Scherzo, ma insomma, una critica o una recensione è fondamentalmente un messaggio verbale o scritto, cambierà sulla base dell'evolversi dei media a disposizione. Internet è già stato una rivoluzione, come “editore gratuito” a disposizione di tutti ha permesso il fiorire di tante fonti alternative che sono oggetto della tua tesi. La sola cosa che spero è che qualunqua cosa nasca possa permettere sempre, come il web, la possibilità di esprimersi liberamente, anche a chi è semplicemente appassionato.

7. In che modo pensi che i nuovi modi di promuovere e far conoscere il cinema (dalla strategie di viral marketing a youtube ecc.) incidano sul modo di fare, pensare, vedere e recensire i film?
Alzo bandiera bianca per ignoranza manifesta. Posso solo dire che a me le catene di sant'antonio, alle quali il viral s'ispira, mi fanno arrabbiare per non dire di peggio. Quindi a me producono l'effetto opposto a quello voluto. Qualche anteprima su youtube è sicuramente un modo intelligente per promuovere, ma altro non è che un canale di trasmissione, nulla di più.


III. Passioni

1. Film preferito
Spalle al muro, dovessi sceglierne uno su tutti, nessun indugio: Morte a Venezia di Luchino Visconti. C'è il più grande regista italiano, a mio parere, ai suoi massimi livelli. Un romanzo alla base del soggetto tra i capolavori di tutti i tempi, epica dell'amore. La musica che più amo in assoluto, la quinta sinfonia di Gustav Mahler con il 4° movimento, il famoso Adagietto, che non ha eguali per me. Trionfo di settima arte.

2. La più bella recensione mai letta (specificare autore, film e fonte della recensione)
Mai letto una rece che mi ha sconvolto particolarmente. Ne ho diverse delle mie che adoro, stento persino a credere di averle scritte, ma non voglio autoreferenziarmi.

3. Passioni extra-cinematografiche (interagiscono – se sì, in che modo – con la passione per il cinema?)
Faccio tante piccole cose, ma se dovessi citare quelle per le quali uso la parola Passione allora, oltre al Cinema e ai miei blog, ne ho 2.
Una è animalesca e poco saziata per il momento: viaggiare in moto in solitaria, solo io e il mezzo. E' bello anche con la "giusta" compagnia, tra i motociclisti ho i miei migliori amici, ma quando sono in giro da solo sono al massimo della sensazione di libertà.  Come interagisce: conosco tantissime persone nuove, e luoghi, che mi danno spunti, argomenti, senza che alcuno s'intrometta tra me e le novità.
L'altra, la Passione per eccellenza, quella che è poi vitale sia per apprezzare i film che per aver parole da spendere nelle recensioni, è la Lettura. Causa il ridotto tempo cerco romanzi brevi ultimamente, o raccolte di racconti, non riesco più come una volta a sostenere romanzoni stile “Guerra e Pace”, ma fa nulla. Leggere dà poi idee, fa cercare film ed è il modo migliore per migliorare la propria scrittura, anche dal punto di vista tecnico. Poi certo, se non si scrive mai... Questo blog, dove ospito la tua intervista, che ho trasformato in una chiacchierata da condividere con altri, è nato prima di quello delle recensioni e poi è diventato il mio "luogo d'esercitazione" per certi aspetti.

Ciao Maria Cristina. Spero di esserti stato utile.
Riguardo alla prossima laurea, un classico: IN BOCCA AL LUPO!

50 commenti:

  1. Grazie Roberto! Ho iniziato a ricevere le risposte di alcuni di voi, e già emergono le prime tendenze... Mi fa molto piacere vedere l'intervista sul tuo blog, e mi incuriosisce il fatto che ognuno degli intervistati (finora) ha dato una personale interpretazione alle mie domande...
    Naturalmente vi faró leggere anche le mie considerazioni una volta fatto il punto della situazione!
    A presto!

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  2. Bene! Attendo le tue considerazioni, sono molto curioso...
    Ciao.

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  3. bom, adesso sei diventato uno importante che rilascia le interviste. la prossima volta che devo lasciarti un commento devo contattare prima il tuo agente? :D

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  4. è il minimo marco, ahah!
    devo ancora nominarlo il manager... c'è lelemore che mi fa il filo, solo che non so come accoglierlo: non mi riesce di dargli le spalle (!!!), ma anche guardarlo in faccia non è semplice. :D

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  5. beh direi che si può aprire la caccia grossa al pluripremiato horror di domani.
    chi lo indovina vince una mentina autografata da roby :D

    io dico 'a serbian film'.

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  6. ti ho visto molto morandino-porro-mereghetto in questa ottima intervista...
    grande roby! :D

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  7. nick, ma guarda che sei un tipo... ahah! embe' oh, che è 'sto sarcasmo? me fate fa' certe figure co' maria cristina, ma insomma, ognuno c'ha gli amici che si merita :P

    grazie zio, ho capito, hai contenuto con sforzo la voglia di far battute, con la cristiana compassione che ti contraddistingue :P

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  8. ..Gran bella intervista comunque Roby, e io immodestamente posso dire d'intendermene, grazie per la bella citazione non obbligata poi, davvero...Per la tua grande passione in solitaria ma allora probabilmente l'avrai già visto, è troppo propiamente il film che fa per te, ti consiglio "obbligatoriamente" il recente "Mammuth" con un "bigger than life" in tutto e per tutto,mastodontica interpretazione di un'improbabile,vetusto, grandissimo biker sulla mitica "Harley" belga, Gèrard Depardieu, a là rechèrchè del suo passato e della sua giovinezza irrimediabilmente andata e irrecuperata/bile...

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  9. grazie Wilson, generoso come sempre. come potevo non citarti? ho un debito con te...

    non l'ho ancora visto Mammuth ma è in programma, e ci mancherebbe! :D
    le Harley sono un vero mito. io però amo fare qualche scappatella fuori dall'asfalto e non sono adatte. guido vecchie glorie dell'enduro. ho una teneré 600 dell'86 ed è in arrivo una superteneré 750 del '94 che sto preparando per il gran turismo.

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  10. Beh... Bella intervista Roby, almeno per ora le concedi gratis. Quando sarai famoso, vedremo....ehehehe. Un saluto agli altri e buon lavoro a Maria Cristina!

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  11. Lu, costerò carissimo in futuro.
    ogni intervista una boccia di chianti (quello bono), un piatto de cacio e pepe e pe' seconno quatto carciofi alla giudìa. come minimo eh!

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  12. ragazzi dopo un intervista del genere ci vogliono gli applausi...

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  13. grazi ernest! per la stecca promessa passa più tardi eh... :D

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  14. Siccome non ho il dono sublime dell'umorismo, mi limito a farti i miei complimenti!

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  15. poco male Adriano, battute non ne sono mancate :)
    ciao e grazie.

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  16. Beh, il mio augurio a M.Cristina per la sua tesi....e a te...mica penserai che mi metto a leggere (non ho molto tempo..:_(...) tutte le tue risposte, no???...;)...a proposito, tra i miei film preferiti ho messo anche gli horror...ma se scrivi qualcosa, a chi lo fai leggere??...ciao, spero non sia come "quel" film che hai recensito....

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  17. ps....perdona, sono una "moderata"....;-)...

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  18. lascia stare i racconti horror cinthia... leggi questo, abbastanza breve e divertente, tutta salute ;-)
    http://robydickwritings.blogspot.com/2010/12/lupus-fabula.html

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  19. Cristina, crepi il lupo perchè io non ti sarò di molto aiuto. Ho solo il cinema dell'oratorio da portare a supporto. Il prete non mi ha mai messo alla cassa, però mi ha fatto rompere i biglietti, mi faceva portare la cassetta delle bibite, delle patatine e dei gelati d'estate. Una volta mi hanno anche messo sul palco quando si è rotta la pellicola. Ero polemico anche da piccolo e nonostante io ce la mettessi tutta per essere e dire cose serie, tutti ridevano. Da allora mi ha sempre mandato a lavare le toilettes la domenica mattina. Mia mamma mi mandava sempre vestito principe di Galles e anche i cessi da allora furono più prestigiosi. Siccome venivano in molti a vedermi nominare tutti i santi, si faceva più cadechesi li che dalla maestra Giuseppina. Studi ne ho frequentati pochi, il mio massimo è stato un ufficio di un'agenzia di assicurazioni (solo per incidenti non per pulizie).

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  20. Recensisco sempre in base all'emozione, ma raccontare non è il mio mestiere perchè spesso mi incarto in altri discorsi e la gente non riesce mai a capire di che film parlo.
    Delle volte quando parlo di certe scene dove l'eroe vince piango e non sono più capace di andare avanti. Anche quando mi succede così gli altri ridono. Come attore drammatico non valgo niente, anche quando chiede le informazioni stradali per finta e fingo di tartagliare non ce n'è uno che pianga di questa disgrazia. La gente ama le scene crudeli e ride delle disgrazie altrui.

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  21. esperto in quel campo?
    Mi ricorda una canzone di Battisti "Che ne sai tu di un campo di grano?" ... niente infatti in finanza non valgo niente anche se di grana oltre i 18 (intesi come mesi) ne capisco un po'.
    Scelgo i film dove alla fine vincono i buoni. Non possono vincere i cattivi maestri anche nei film. Quella di italiano mi dava sempre tre, anche se a polmoni sarebbe piaciuta ad un qualsiasi premier, non andrei mai a vedere un film con lei interprete.

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  22. per me "Full metal Jack" è un film determinante per la propria formazione così capisci da subito, da che parte bisogna sparare, senza farsi tutto l'addestramento prima.

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  23. la peggior censura che conosca è la libertà di parola così tutti sparlano e ti inducono in errore. Meglio un film con le scene tagliate, che uno con le scene suggerite.
    Spesso io leggo il titolo di un film e a seconda degli attori mi immagino la trama così risparmio sul multisala

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  24. Penso che il mestiere di critico debba avere alla base una bella dose di uno che non si fa gli affari suoi, ma siccome non sa fare un film lo critica comunque.
    Mia madre mi critica in tutto, se la portassi al cinema avrebbe da dire anche sul colore della tappezzeria. Basterebbe riuscire a trovare un giornale che la pubblica e avrebbe un successone.

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  25. Credo che, con i tempi che corrono, una innovazione nel far critica, potrebbe essere incontrare il regista con uova marce o baci perugina fuori dalla prima, per illuderlo che è tutto nella norma, e poi seguirlo fino a casa e puntargli una pistola alla tempia, per indurlo a confessare come sia riuscito a trovare un produttore.

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  26. Maria Cristina, guarda che se vai avanti così te la laurea te la sogni. Non posso recensire un formaggio in base alla pubblicità in tivù o per come l'ho visto su YouTube. Tu il formaggio me lo devi far mangiare senza carta e senza crosta. Poi ti dico. La pubblicità mica incide sul gusto e la stagionatura.
    "A Cristì te conviè accambià trattoria, se te la carbonara la giudichi da come è scritta sul menù, sò contadino ma maggnà è maggnà e agguardà è agguardà"

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  27. Delle volte vedo vecchietti che guardano in un buco, più vecchietti ci sono e più vien voglia di fermarsi a guardare cosa c'è in quel buco. Se il buco è stretto c'è uno che tira fili se è largo sono in due che lavorano ad una centralina dell'Enel. se il buco è molto più largo e non ci sono vecchietti stanno lavorando ad una fognatura in uso.
    Occorre vedere molte situazioni oppure essere registi di film ma non trovare un produttore. Quelli sono i migliori critici, come gli allenatori senza panchina alla domenica sportiva.

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  28. Delle volte sembra che io dica cose sceme, invece le dico e basta (senza il "sembra").
    Inutile criticarmi. Ne sono consapevole.

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  29. una critica va scritta bene al 100% anche dicendo cose che non centrano. Già i critici sono poco letti se poi non si lasciano leggere li guarda solo Eco, ma il grosso del rumore lo originario lo fa la gente.
    Non so se mi sono spiegato al 100%
    OhOoooohh! (Rumore originario)
    Ohi ohi ohi (Eco)

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  30. quando vedo un film se alla fine mi è rimasto dell'amaro in bocca, lo sconsiglio agli amici, lo consiglio ai nemici, e prendo una mentina per l'alito

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  31. la mia più grande passione extracinematografica sono le donne.
    Mia madre è un vero calvario il resto occupano in misura uguale i sette colli.
    Io con gente attorno così sto seduto sulla piramide di Mariuccia (l'ha costruita in vetro perchè dice che le melanzane restano più sane)
    forte della impossibile compenetrazione dei solidi io mi dico possibile mi facciano patire finchè non la inglobo tutta.
    Sono capaci tutti di fare il critico quando il film è fatto è prima che è difficile farlo.

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  32. marioooooo !! ahah! dopo leggo tutto, ma mi sa che hai frainteso o non mi sono ben spiegato, il topic dove ti ho invitato e citato è qua: http://robydickfilms.blogspot.com/2011/02/la-donna-scimmia.html

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  33. grande roby, mi sono accorto solo ora dell'intervista e... me cojoni! :D

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  34. 'mmazza Frank, te sei letto tutta 'sta roba! eh ma sei veramente un amico, ahah!
    scherzo... grazie!

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  35. io mi ritrovo in diverse risposte che hai dato ma soprattutto: Metodologie, punto 2: SOLO FILM BELLI perché la vita è breve!!!

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  36. ciao Turista! grazie per aver letto intanto, e poi sì, quella regola è talmente importante...
    troppo breve la vita :)

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  37. Fiuuuu!... Finalmente ho trovato il tempo per leggere interamente questo super-post!
    Figurava da un pò di tempo nel mio blogroll ma il tempo a mia disposizione è sempre molto poco.
    Ora finalmente sono riuscito a finirlo.
    Bella l'intervista Roby...ti dipinge proprio come ti immaginavo...
    Complimenti a te e tanti in bocca al lupo a Maria Cristina! ;-)

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  38. ...ORA l'ho letta tutta :D!!!
    mi ripeto con... GRANDE ROBY!

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  39. delle volte sono preso da manie di grandezza ... credevo di esser riuscito a scrivere un esaustivo trattato di ... crittologia pellicolare.

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  40. potrei prendermi una lode se non tutti i 110 gettoni d'oro in palio ... vedremo come butterà la tesi...

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  41. Von e Frank, vi ringrazio veramente tanto, leggere tutta 'sta roba non è uno scherzo effettivamente.

    Frank tu hai certo capito che ho parlato anche a nome tuo e di altri recensori che sai che stimo, siamo una specie di comunità in fondo no? Sono curioso di leggere cosa verrà fuori dalla tesi.

    Mario, perdonami, sono in un momento ciapato, tu hai scritto un monte di commenti... sto aspettando un attimo per risponderti con calma, ahah! porta pazienza :)

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  42. lo so roby, infatti non potevamo avere miglior rappresentante. molto di quello che hai detto lo condivido appieno, così come penso anche gli altri. sono curioso anche io di leggere cosa ne verrà fuori, ma anche di leggere le altre interviste.

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  43. L'ho divorata, il che non è da me, inguaribile pigrona. Bravo! :)

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  44. Non ha mai studiato cinema, non ha mai letto niente, non ha mai frequentato festival o simili. Io studio cinema, ho dato esami su storia del cinema, analisi del film ,sceneggiatura...certo che la considero una dilettante allo sbaraglio!! Purtroppo ha la pecca di molti blogger: considerarsi un critico cinematografico a tutti gli effetti. I bloggers sono persone comuni che esprimono un'opinione, come può farlo una qualsiasi persona uscita dal cinema; i critici sono persone che per la maggior parte hanno studiato cinema, o almeno non ti fanno una faccia persa quando parla di montaggio intellettuale, piano sequenza, mis en scene. Per cui, per cortesia, distinguiamo ATTENTAMENTE le due cose. Grazie

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    1. eccallà, ci mancava lo studente di cinema!
      da appartenente ad entrambe le categoria (sono stato studente di cinema e ho anche esaminato studenti di cinema) devo dire che, tranne rarissimi casi, gli studenti di cinema sono quelli che ne sanno meno di tutti. ne conosco tantissimi, ne evito tantissimi perché è impossibile parlarci. e fidati che per fare il "critico" o comunque per parlare di un film non servono a niente (al massimo possono essere un di più) libri e soprattutto i festival (sono solo meeting di noiosissimi snob leccaculi), ma serve principalmente passione e sensibilità di trasmettere pensieri e sensazioni. ma torniamo agli studenti di cinema: questi, per esperienza diretta, non fanno altro che ripetere a pappagallo frasi estrapolate da libri o discorsi di altri e termini "tecnici" come montaggio intellettuale o misE en scene, assolutamente incapaci di analizzare pure il filmino delle vacanze (ci riescono solo dopo aver letto pareri altrui) - agli esami quando gli si chiede: parlami del film X, cosa fanno? ovvio, ti raccontano la trama! che altro?
      ovviamente sto generalizzando e sono solo pareri derivati da quelli che mi sono capitati sotto mano.
      meglio i critici o i blogger? di gran lunga i blogger e tutti semplici appassionati! hanno almeno pareri genuini e sinceri e se ne sbattono di tizio caio e sempronio e soprattutto hanno le palle di ammettere che la corazzata potemkin, e il montaggio intellettuale, è una rottura di coglixxx mostruosa.
      e sappi che anche i critici sono persone comuni e che spesso manco li guardano i film che recensiscono, ma si limitano a scopiazzare i colleghi anglofoni.
      però su un punto ti do ragione: distinguiamo ATTENTAMENTE le due cose. io da umile blogger non voglio essere accostato a un critico cinematografico a tutti gli effetti, hai visto mai che poi mi dovesse chiamare Marzullo!

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  45. gentile Anonimo,
    preferisco definirmi "recensore", in questo senso: uno che parla dei film e ne riporta trama ed impressioni.
    hai ragione, non sono un critico, lo dico spesso, e ho usato il termine solo per adeguarmi al titolo della tesi dell'amica. ti ringrazio per avermi permesso di esprimere questo chiarimento.
    ciao

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  46. mamma quanto ve la tirate voi studenti di cinema, che differenza c'è tra un recensore e un critico? Nessuna, perchè sinceramente sono due persone che esprimono un parere, quindi perchè dividere le due cose quando un recensore fa una critica di un opera cinematografica? Perchè visto che studiate ve la tirate così tanto? Sempre pareri sono, a differenza che un critico ha un titolo di studio la differenza sta tutta lì e un blogger critica un opera in maniera amatoriale, quindi smettiamola di puntare titoli di studio, dato che sia critico che recensore esprimono un parere grazie.

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  47. per non parlare della reazione a un film che è individuale a persona a persona, e questa è una cosa che nessun titolo di studio ti può dare, e nemmeno un festival, ah allora per essere critici bisogna studiare e analizzare? Io da che amo il cinema ho analizzato, studiato, autori come Lynch, Scorsese, etc...e non ho avuto bisogno di studiare cinema, solo documentarmi tramite internet e riviste di cinema, che sono state la mia scuola, una critica è un parere, l'analisi è tutt'altra cosa, lo studio di un autore, di un film è anche altra cosa, e di certo la gente che esce dai cinema non si studia un autore o analizza un film, la gente che esce dal cinema guarda il film e dice che è bello o è brutto, un blogger fa una critica dettagliata di un opera, esattamente come il critico e non ha bisogno di studiare se ha la passione per la settima arte, chissà perchè molte riviste oggi assumono blogger per recensire i film ci sarà un motivo no?

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  48. e un ultima cosa caro anonimo, tu ti sei limitato solo a quello, non hai fatto recensioni? Perchè non ci fai leggere le tue recensioni? Non hai fatto ricerche? Hai studiato facendo il tuo compitino e basta? Ma allora registi come Tarantino, Paul Thomas Anderson, Robert Rodriguez che hanno una cultura cinematografica mostruosa sono da mettere al rogo per quanto dici tu!!! Lo stesso Fincher ha detto che studiare cinema non serve a niente, solo al titolo di studio, la migliore scuola per un regista è guardare dvd, come ho scritto nel mio profilo facebook è facile parlare quando si hanno solo titoli di studio e non si sono mai fatte recensioni di film...una recensione è prima di tutto capire un opera cinematografica, poi analizzarla e per ultimo giudicarla, tenendo presente sia il valore dell'opera, il rispetto e soprattutto la conoscenza in materia, è facile parlare quando si ha solo un pezzo di carta e nessuna passione, credo, di certo ogni recensore ha un parere diverso, farsi una cultura cinematografica fa bene, studiare cinema fa anche bene, ma dire baggianate come hai mai partecipato a festival? Hai studiato sceneggiatura? Sono cose dell'altro mondo, da qui si capisce quanto ne sai dei blogger e della loro cultura, con questo non dico che un blogger è meglio che uno studente, la scuola ti da i compitini da fare, la passione si ha con la ricerca io amo ricercare e studiarmi i registi che mi interessano, da sola senza aver bisogno di andare a scuola per dimostrare che di cinema ne so più degli altri, la scuola è una cosa, la cinefilia è un altra cosa, personalmente non ritengo migliore nè la prima nè la seconda ognuno si fa una sua cultura come meglio crede, poi se vuoi andare anche a scuola quella è un altra cosa, anzi ti fa approfondire meglio l'argomento, ma non per questo sparo a zero su chi è cinefilo.

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