mercoledì 23 giugno 2010

15

edonio, lucrazia e il gigasuv

ehi roby! è un po' che non ti vedo, come stai?
ciao edonio! ma sai, d'inverno si esce poco, io però sono...
sì sì, lo so cosa sei.
davvero? poi me lo dici? dicevo...
ahah! sei sempre il solito.
nessuna nuova buona nuova allora!
bravo ro, ne sai una più del diavolo.
sai edo, chi lascia la vecchia per la nuova... le so tutte!
che sacripante che sei, dai, poi te lo dico.
cosa mi devi dire? mha, dicevo che io sono sempre in giro, col cane, obbligato a scendere, siete voi che in cortile vi si vede solo a primavera inoltrata.
e quando finisce il campionato, sennò chi si schioda dalla tele!
ah giusto, non c'avevo pensato, e insomma edo, a te come...
come va vuoi dire?
eh, ci provo, a dire, ci provo!
con chi ci stai provando?
ma sei tutto pirla?! adesso se ci sto provando con qualcuna lo vengo a dire a te in cortile? ci sto provando a parlare intendevo!
e non ti scaldare, auhauhuhuhfushghghauhaguhah!
ma come cazzo ridi? hai fatto un corso d'equinoilarismi?
mi stai dando del maiale?
già, proprio proprio, come lucignolo.
ma come, proprio te che guardi tutti quei film pesantoni mi parli di cartoni animati?
edo, senti, mi arrendo. ti cedo l'ordine del giorno.

sabato 19 giugno 2010

15

entropiade

seietrenta sveglia, tutto come ieri? no tutto diverso, cosa è cambiato? il calzino è sempre lì dove l'ho lasciato, il posacenere pieno, ma la cenere dev'essere volata via, non la riprendo più, vorrei riprendere le cose ma non posso, vorrei fermare qualcosa ma non riesco, papà com'è che la vite del rubinetto si svita da sola? non lo so amore, si svita perché non vuole restare dove la metti. forse è così ma certo non è vero, devo liquidare la domanda il tempo stringe, il cane vuole scendere... solito percorso? sempre lo stesso, sembra tutto uguale ma non lo è, cosa è cambiato? i piedi non calpestano i passi di ieri, il cane muove la testa a destra e a manca con qualche differenza da ambo le parti, una variazione a volte impercettibile, sempre le stesse cose e mai un deja-vu, dov'è l'abitudine, la ripetizione? ciao papà, buona giornata! anche a voi ragazzi, ciao! il treno, è sempre lo stesso, non lo so, mai lo stesso orario, cambia sempre, anche solo un attimo, cambia, quel ciuffo d'erba sul bordo della traversina l'avevo notato ieri, è schiacciato, cosa l'ha schiacciato? non riesco a rispondere a niente, mi faccio una domanda ma la risposta non fa in tempo ad uscire dalla testa che già è sbagliata.

giovedì 10 giugno 2010

9

Napul'è 'na cammenata

(foto: Giulio De Paolis 2003, testo: Roberto Rotunno)
(prosegue da Prima Parte)

Joseph Roth in “Ebrei Erranti” afferma che nelle campagne della Russia il contadino di origine ebraica si riconosceva da lontano perché, a differenza degli altri, con una mano guidava l’aratro e con l’altra leggeva un libro. E’ una metafora molto ben riuscita e da essa, oltre all’elogio per il contadino ebreo, si percepisce un consiglio: Cultura, Fede e Vita Quotidiana vanno costantemente alimentati con realismo, disciplina e anche un pizzico di Fantasia.

Certo, anche la Fantasia! Senza quest’ultima non saremmo diversi dalle macchine. Vedere le foto di Napoli mi ha commosso perché quelle realtà le conosco bene. Da bambino andavo sempre a trascorrere l’estate dai miei parenti a Salerno, dove i paesaggi, l’urbanistica e soprattutto i Protagonisti sono molto simili.

venerdì 4 giugno 2010

9

MacroMicro

Il grande concetto astratto, il principio generale
quasi mai trova, in quanto tale, applicazione concreta nel particolare,
proprio come il sole è inadeguato ad illuminare una sola stanza
o come il bicchiere d'acqua salmastra non può dirsi mare.

Un grande Uomo, proprio in questo, si distingue dall'utilitarista o dall'utopista:
nel desiderare che l'Idea diventi Azione valutandone la distanza dal reale,
nel pianificare il metodo che porta dall'Ora al Poi in modo sostenibile e coerente,
soprattutto nel realizzare un Beneficio per Tutte le parti coinvolte.

Un grande Uomo sa anche che in corso d'opera l'Esperienza genera Sapienza,
il principio generale può risultare deficitario, scorretto o incompleto.
Allora bisogna inchinarsi al Dio Conoscenza e ricominciare il ciclo senza rimpianti, ché Pensiero ed Azione sono le due metà inscindibili del Progresso.