domenica 18 dicembre 2005

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Il gelo caldo di Milano

che gelo
un gelo terribile, feroce
sui cuori ardenti
di questa milano attiva, fremente

che gelo, spaventoso
ti ghiaccia le dita
prima che tocchino i cuori
di questi uomini bravi, concreti

un gelo che stanca
che invita a un sonno caldo
ma che non ferma queste donne
di milano, forti, tolleranti, sincere

gelo che si ferma
sotto le stufe, le alcove
di case rumorose, o silenti,
d'un amore consolante, rovente

un gelo che tormenta
che ti sveglia, sgomento
e ti invita a sudare, ad operare
in questa città, ardente dal cardiaco pulsare

non raffredda questo gelo
gli animi fecondi, le menti ispirate
in una luminaria di stelle, di persone
comuni, ricche di gioie e di problemi

giovedì 29 settembre 2005

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Lavoro Catenacciaro


Certi fenomeni, quando letti sui giornali, scandalizzano gli animi sensibili. Quando poi li tocchi con mano rimani sgomento. Se poi ti capitano personalmente, ti emozionano, o come per quello che segue, ti mettono in situazioni difficili.

domenica 25 settembre 2005

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UAAR: Associazione e Progetto


E' l'acronimo che identifica la Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. Per chi fosse interessato, come me, ad aderire a tale associazione, o anche solo a seguirne l'impegno che produce nel cercare di laicizzare la cultura, italiana e non, consiglio una visita accurata. Io me lo sto leggendo già da un paio d'ore e non riesco ad essere in disaccordo su nulla! Fra i soci fondatori, vedrete, ci sono personaggi di assoluto livello.

martedì 20 settembre 2005

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Scuole e religioni

(ispirato dai fatti legati alla chiusura dell scuola di via quaranta, a milano)

Premessa essenziale: Costituzione Italiana Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

lunedì 12 settembre 2005

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Marcia Perugia-Assisi 2005

Partenza alle 23:30, con un pulman da Milano. Adulti e ragazzi anche giovanissimi, siamo uno spaccato di generazioni. Tentativi disperati di dormire, una ragazza vomita, 2 soste, arriviamo molto presto verso le 6:30 e ci fermiamo a 4 km dalla partenza "ufficiale". Troppo incasinata quella zona, aspettiamo quì insieme a moltissimi il corteo, ma poi l'impazienza prevale, e allora si parte prima dell'arrivo del corteo "ufficiale" coi gonfaloni e le autorità. Siamo già in tantissimi, non vedo la cima del "corteo spontaneo" e mi faccio fare una foto dal nostro punto di partenza. Sono le 9.30 di mattina.


domenica 4 settembre 2005

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Un bel, piccolo gesto

Ogni tanto, nella ripetitività quotidiana, avvengono delle cose che fanno sorridere perché, senza essere eccezionali, possono caricarsi di significato sulla base delle esperienze di ognuno, e ve ne riporto un esempio piccolo piccolo.

Venerdì scorso faceva parecchio caldo a Milano. Scendo nel pomeriggio in metropolitana per tornare a casa dal lavoro, e anche in quell'ambiente sotterraneo, spesso fresco e ventilato dagli stessi treni, il caldo era piuttosto opprimente. Salgo sul treno, al solito, al capolinea della linea gialla, in Maciachini, e mi siedo comodamente. Alla fermata successiva, in v.le Zara, sale un esile e minuto signore sulla cinquantina in camicia e cravatta, trafelato dalla rincorsa. E' palesemente sudato, come altri, ma manifesta un disagio evidente, al limite della disperazione, alla ricerca di un rimedio... e cosa fa? Stacca con decisione una locandina pubblicitaria attaccata con uno spago al corrimano del plafone e subito la agita energicamente a guisa di ventaglio, e non potrei descrivere meglio il sollievo che ha provato se non col suo verso: Ahhhhhh!

Io e una ragazza di fronte ci siamo guardati e ci siam messi a ridere sommessamente, anche se non credo per lo stesso motivo.

La scena era talmente carica di spontaneità che poteva sicuramente portare a un sorriso, ma io ho pensato a un episodio di qualche mese fa, durante il caldo terribile delle prime settimane di giugno, quando salii a San Donato, l'altro capolinea della stessa linea gialla, senza trovare posto a sedere. A Rogoredo il vagone si riempì come un uovo coi pendolari che arrivavano dalla stazione ferroviaria, e la caccia a un appiglio avvenne come sempre. Una di quelle locandine appese provocò qualche nervosismo, penzolando su teste e braccia di persone pigiate, e qualche considerazione che forse la pubblicità, certamente importante, potrebbe evitare di occupare ogni spazio vitale, eruppe dalla folla, con anche qualche manifestazione, diciamo, colorita.

Possibile che a nessuno venne in mente di strapparlo quell'inopportuno cartoncino? Il signore "minuto" ha trasformato il ricordo di un fastidio in uno strumento di sollievo, fregandosene bellamente di cosa potesse pensare la gente e regalando un momento di "sollievo dalle regole" a tutti i presenti. A me queste cose allietano la mente; che volete, son fatto così.


sabato 20 agosto 2005

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Genesi

prima alba d'una nuova era,
irrefrenabile e precipitata addosso
come un crollo di vita,
dramma della perdita dei giorni precedenti
e rinascita,
sgravio doloroso per un uomo nuovo,
un avvento s'è realizzato,
solo perché egli torna finalmente a se stesso,
libero da miti e paure, spogliato dai dolori
e dai successi precedenti,
il primo giorno è speso in ricordi e ravvedimenti

seconda alba dopo una notte d'incubi insonne
inizia alla ricerca di un corpo adeguato,
il viso è quello vecchio ma manifesta mutamenti,
gli occhi cambiano colore e le pupille sono luminescenti,
ferite lacere e purulenti maculano il corpo
come vulcani eruttivi su un terreno primordiale,
magma infetto color ocra
coagula a rivoli sulla pelle,
l'aria è pregna d'un odore acido
e d'umidità salmastra,
il secondo giorno trascorre tra necessarie suture
e medicazioni dolorose e posticce

terza alba dopo una notte di dolori,
sente il bisogno di lavarsi e mondarsi
anche internamente,
libera l'intestino dell'ultimo pasto e se ne procura di nuovi,
raccogliendo e cacciando alimenti sconosciuti
mai visti prima e subito identificati come commestibili,
ne apprezza la diversità e la forma insolita
ma non ancora il sapore in valore assoluto
come s'apprezza una novità nel menù di tutti i giorni
conformato e variegato su certezze per i sensi,
il terzo giorno è riposo
con godimento e presa di possesso del proprio spirito

quarta alba che abbaglia al primo raggio,
dopo una notte buia e silenziosa priva di rumori e di luce,
sente aria fresca e comincia a guardarsi intorno
scoprendosi circondato da uomini e donne che lo guardano
e che con lo sguardo gli dicono
- tu sia il benvenuto nella terra senza re e senza padroni -
tutto è a disposizione ma nulla è suo o di altri,
il vocabolario in uso è quello noto
ma svuotato della parola proprietà e dei verbi annessi e connessi
come possedere e comandare e il frasario risulta difficile e complesso,
il quarto giorno è apprendimento di una strana lingua
e di una cultura appagante quanto estranea

quinta alba violenta e luminosa,
un'esplosione immediata dopo sogni dettati dall'entusiasmo
e dalla curiosità di sapere quale fede ha quel popolo di cui fa parte,
di conoscere chi ha fondato quella comunità,
spaesato e smarrito in un luogo privo di punti di riferimento personali
o da condividere cogli altri, fino ad incontrare uno sguardo che gli dice
- sei giunto in una comunità senza fondatori e senza santi -
che gli indica che non c'è motivo di emergere dalla massa
o distinguersi dagli altri e nulla occorre cambiare o migliorare,
il quinto giorno è dedicato alla ricerca degli scopi per cui vivere
e all'abbandono della ricerca stessa
per cercare qualcosa da fare con gli altri

sesta alba più chiara e algida del solito
con un bisogno mortale di un'anima gemella con cui esprimersi e riprodursi,
per fondare un rapporto che necessariamente sarà privo di esclusività per entrambi,
in una comunità che ripaga le donne del compito oneroso loro affidato dalla natura
con attenzioni esclusive per gravide e puerpere,
proprio come ogni eccesso di risorsa disponibile
è destinato esclusivamente alle persone deboli o maggiormente esposte
per volontà della natura e della fortuna,
è una comunità esondante cure materne e altruistiche
per persone, animali e ambiente naturale,
il sesto giorno è la scoperta della meraviglia di un mondo dove non è possibile dire cosa è bello e cosa è brutto
perché tutto è incapsulato nella parola Amore e nelle sue gesta

settima alba chiara nitida e semplice
con nubi nere e dense in lontananza consumantisi in tuoni e folgori,
passeggiando su un sentiero di collina tra alberi semispogli
e calpestando foglie secche infracidite dopo il temporale notturno
incontra un vecchio dalla lunga barba bianca che gli dice
- questo luogo non ha morali, né gliene occorrono, né gliene si può imporre -
e questo pare essere il comandamento unico e fondamentale,
ora tutto appare chiaro e anche difficile perché occorre tornare bambino
invero uomo alla quintessenza per godere senza disagio di una comunità come questa,
evidentemente la sola dove la felicità non è elargita da nessuno e nessuno stabilisce quale sia,
il settimo giorno è percezione di unità assoluta fra il sé e l'universo nel ritmo e nei suoni
come Uccelli, che per volare devono solo aprire le ali e poi elevarsi con le correnti della terra, del mare, del cielo.

venerdì 19 agosto 2005

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Pena di morte


Il partito favorevole alla pena di morte è decisamente trasversale. E' trasversale alle nazioni e alle varie forme di governo; è trasversale alle religioni e fra i loro stessi adepti; è trasversale alle culture ed etnie: è trasversale alle opinioni politiche. Posso incontrare facilmente, in ogni gruppo o insieme delle categorie su elencate, persone che pur aggregate da un fattore sociale o etico condiviso si esprimono a favore o contro alla applicazione o applicabilità della pena di morte. E' un fatto riscontrabile facilmente.
E' quindi veramente molto difficile stabilire, ad esempio, se un comunista debba essere favorevole o un fascista contrario; se un italiano debba essere favorevole e un pakistano contrario; se un protestante favorevole e un cattolico contrario; ecc... . Pare proprio che sia sempre possibile trovare validi motivi per essere favorevoli o contrari. Con interpretazioni più o meno sofisticate si riesce sempre a portare il discorso a favore dell'una o dell'altra parte. Occorre allora, per poter valutare bene cosa sia giusto fare, approcciare il problema da una prospettiva nuova, che possa portare chiunque, a prescindere da idee politiche o religiose, a formare una propria coscienza individuale, e solo con quella arrivare ad una scelta.

mercoledì 17 agosto 2005

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Libertà d'opinione

Questo discorso è punto centrale e premessa di tutta la sezione Opinioni, della quale ho deciso di arricchire il mio sito. Questa è l'unica sezione che conterrà solo ed esclusivamente opere mie, e se ne conterrà di altri sarà solo perché le sottoscrivo in modo totale.

Leggendo e riflettendo né più né meno come fanno tante persone, ho costruito per la mia insignificante vita un castello di valori e d'opinioni su tutte le situazioni che, direttamente o meno, mi sono trovato ad affrontare. Giuste o sbagliate che possano essere, queste opinioni io le esprimo talvolta con moderazione, talvolta con ironia e satira anche cattiva e feroce, e ciò in dipendenza di tanti fattori, non ultima la condizione vitale e sociale che vivo nel momento stesso in cui mi accingo a scrivere qualcosa.

giovedì 11 agosto 2005

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Un Angolo d'Universo

Non sono un Uomo.
Le mie cellule, i miei organi e i miei tessuti,
tutti agiscono inconsapevoli, archi e ottoni
di un concerto polifonico, con un inizio e una fine.
L'opera ha le definite sembianze tipiche
della specie umana, un'anima pensante in bassa tensione,
una luce apparente e percepibile da occhi progettati
per determinate lunghezze d'onda: per altri non esisto.


Non sono un Figlio.
Respiro originato da desideri altrui, a me ignoti
sono apparso, emerso tra sangue e dolore in un luogo
che poteva essere un altro, senza nulla togliere.
Al comparire d'esperienza e cognizione s'è recisa
la dipendenza, il cardiaco pulsare propedeutico, d'avvio
e la vita, sovrana e autonoma, è emersa prepotente,
esuberante, egemonizzata da attrazioni, da nuove gravitazioni.


Non sono un Padre.
Il mio seme è stato solo il biologico pretesto
generante l'involucro a esseri viventi, corpi luminosi
già latenti, a materia riassemblata per catturare energie
già esistenti: una trasformazione. Non ho creato nulla.
Non educo ma agevolo, senza imprimere alcunché, senza meta
e senza scorta possibili, volontà preformate nel passato.
E' un prodigio scoprirle in cattività, e poi liberarle nell'Universo.


Non sono un Amico.
Ti incontro per volontà casuale, un incidente tra corpi e menti.
Sono molto egoista, sappilo, senza fraintendermi.
Sei un riflesso: amo conoscerti per conoscermi, mi leggo il pensiero
nei tuoi, mi definisco nei tuoi comportamenti e nei tuoi gesti.
Ho bisogno del tuo corpo per abbracciarlo, della tua mente
per dialogarci, dei tuoi occhi, delle tue esperienze che non posso fare.
Pensando a me stesso sento un bisogno costante, di te e degli altri.


Non sono un Amante.
Amore è una parola eterea, un'invenzione antropocentrica
arrogante che non mi s'addice, che non ha riscontro e se ne ha
si contraddice: nel divenire fisica cessa d'essere intangibile.
Preferisco il sesso chimico, palpabile, il calore del corpo
nudo e ansante, l'odore, il sapore del sudore, il fiato umido.
Compenetrarmi con una donna, saziarla e saziarmene, abbandonare
con lei sensi e pudori, donare il corpo: non c'è altro.


Sono un Angolo d'Universo.
Remoto tra innumerevoli, appena delimitato nel fondo,
chiuso nel definirmi e facile da aggirare, o da ignorare.
Un angolo felice, insieme ai tanti che han compreso
che l'Universo, da noi e da tutti, non s'aspetta
di essere modificato, o peggio migliorato.
L'Universo ha le sue leggi, e si basta da sé.
Posso solo partecipare, con gioia, al suo Grande Gioco.

lunedì 18 luglio 2005

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Notti Magiche parte II

(da il_nonno)

Ho risolto le problematiche relative agli inviti mandati da Roberto e buttati nel cestino dal mio solerte ed instancabile filtro di Thunderbird:-))
Pertanto come si usava nelle balere della mia adolescenza:

A Gentile Richiesta ( e tutti si guardavano in faccia dicendo : Sei stato/a tu a chiederlo??? NO io NO giuro!!!)

Notti Magiche parte II

Ovvero i grandi concerti dell'estate e di come divenni baby metal sitter.

Tutto ebbe inizio almeno tre mesi prima, quando mi lasciai sfuggire in giro che io Fabri e suo fratello saremmo andati a Imola per il concerto degli Iron Maiden non so' il perchè ma nemmeno il percome che il mio figlioccio e cugino ... spiego che è meglio:

Mio cugino ebbe un figlio lo chiamo' Daniele e io fui il suo padrino di battesimo quindi è il mio figlioccio e io e mio cugino siamo diventati "compari", come dice Audio potrei rispiegarlo usando le stesse parole e convincermi di averlo spiegato meglio ma finirei per scrivere le stesse cazzate.

Ha 15 anni e io lo portai sulla via della luce installando winMX sul suo picci' e convincendo suo padre che con fastweb avrebbe speso meno di telefono ecc ecc, a farla breve mi è diventato un fanatico degli Iron Maiden, un giorno sono li' che seguo il mio sharing bello tranquillo col mio Lopster che uploda e downloada alla grande e guardo passare le domande di ChimeraTrivia e le risposte ... degli altri, quando ecco apparirmi l'avviso di un messaggio privato da Ozzy88, (il nick che si è scelto è gia' tutto un programma vero)?

- LO SAI CHE CI SONO GLI IRON MAIDEN A IMOLA!!!!!!
- HAI LETTO IL MESSAGGIO DI PRIMA??????
- CI 6???
- DAI RISPONDI

ha sparato 4 messaggi PVT in 6 secondi, il quadro chat privato lo ignora nella maniera piu' assoluta, ma quello che è peggio è che nonostante io lo preghi e lo scongiuri in tutti i modi, si rifiuta di usare di carattere minuscolo nei messaggi, gli ho spiegato che significa urlare, niente da fare dice che si legge meglio, lui che ha 25/10 di vista.

- ho saputo qualcosa (cercando di sfuggire come un capitone)
- CI SONO
- la pianti con maiuscolo?
- MA CI SOONO VERAMENTE!!!!!!!!!!!!!!! ( Un punto esclamativo = enfasi, n * punto esclamativo = n*enfasi)
- e allora? ( mio Dio fa che non dica mi ci porti, fa che non lo dica ti prego)
- CI ANDIAMO?? (secondo voi Dio mi ha esaudito oppure no? mi ci porti in effetti non lo ha detto)
- mmm vediamo mi dovrei organizzare ( dove diavolo lo metto che ho gia' la macchina piena )
- DAI DAI TI PREGO!!!!!
- il MAIUSCOLO!!
-dai dai ti prego (potenza degli Iron Maiden)
- ok sento Fabri se ne ha voglia e ti faccio sapere. ( un mese che ne parlavamo)
- BENE MI CHIAMI DOMANI??? (eccolo li')
- mancano due mesi dammi un po' di fiato.
- ALLORA TI CHIAMO IO DOMANI!!! ( tanto da fastweb a fastweb le telefonate non costano una sega)
- ok ciao

Il giorno dopo io e Fabri lavorammo poco ma discutemmo molto ed arrivammo alla conclusione che forse belli stretti in una macchina ci saremmo stati quindi la sera successiva quando sul mio Lopster vidi Ozzy88 :

- affare fatto allora se tuo padre ti lascia si va!!!!
- BENISSIMO!!!!! SENTI PUO' VENIRE ANCHE UN MIO AMICO???? (come sempre dai un dito e ti risucchiano il braccio fino all'ascella puzzosa e sudaticcia)
- il maiuscolo!!! e chi è questo amico?
- ANDREA.. ( Andrea: nome di battaglia sulla rete Fastweb Caccola88, coetaneo come si evince dai nick e compagno di scuola di Ozzy88, nonche' mio incubo personale informatico: mi porta il picci' ogni due mesi incasinato di brutto brutto brutto io lo sistemo e dopo due mesi lui ritorna peggio di prima)
- mmm sua madre? (dita incrociate)
- HA DETTO CHE VA BENE!! (lo sapevo)

Il giorno dopo con Fabri si ridiscute: allora escluso fare i 3 giorni a Imola con due minorenni al seguito, si opta per andare io e lui senza pubblicità a vedere i metallica e poi ci si conta:
Io, lui, Massimo (suo fratello), i due minorenni = 5 persone = il mio socio ci presta la Multipla
F: io sulla multipla non ci salgo
Io: perchè??
F: perchè fa schifo al cazzo
Io: è vero! ma...
F & io in coro: fanculo ci facciamo prestare la multipla

Andiamo dal nostro grossista di materiale elettrico e raccontiamo a Mario caponegozio ed amico i nostri progetti:

M: Vengo anch'io!!!
F & io: a posto!!

E mentre mi trastullo con le mie faccende di trabacos vengo folgorato da un'idea di quelle che il neurone a volte per inspiegabili circostanze genera:
Io : Fabri... e se afittassimo un furgone da un autonoleggio?
F: quanto ci costa? (lui è di Apparizione, gli abitanti di quel quartiere vengono presi per il culo dal resto dei genovesi per la loro spilorceria, è gia' tutto un dire)
Io: cazzo ti frega piu' siamo meno spendiamo
F: cerchiamo ancora qualcuno (cosa dicevo)
Massimo manda un s'mmess'é a Fabri "verrebbe anche Christian" e Fabri mi dice:
F: viene anche Christian
Io: che sarebbe?
F: Il figlio della fidanzata di Massimo
io: di anni?
F: quindici (e tre)
Contiamoci un attimo: Io, Fabri, Massimo, Mario, Christian, Ozzy88 e Caccola88 = 7 persone = telefoniamo al noleggio

Si aprano le pagine gialle e si dia inizio alle danze:
Autonoleggio Maggiore desidera?
mi servirebbe un pulmino da 7 o 9 posti partiamo la Domenica Mattina e torniamo la domenica notte. Dopo mezzanotte? Si'. Allora sono due giorni. E quanto mi verrebbe a costare? 190 euri + iva al giorno (alla faccia del cazzo) e ci servono due carte di credito. Di due persone diverse? No della stessa persona (alla strafaccia del cazzo). E se putacaso uno avesse una sola carta di credito? Niente da fare. Mi dica: ne noleggiate tanti furgoni? Non faccia lo spiritoso. Era una curiosità mia buongiorno.

Autonoleggio Genovarent desidera?
Mi servirebbe un pulmino da 7 o 9 posti la Domenica Mattina e torniamo la domenica notte. 7 o 9? (FABRI sette o nove??? NOVE!! - il ragazzo fa lo sborone). Nove.
Allora ci sarebbe la formula weekend, lei ritira il mezzo col pieno sabato mattina prima di mezzogiorno e lo deve riportare lunedi' mattina entro le nove del mattino col pieno altrimenti le addebiteremo la nafta che ha consumato. E quanto sarebbe il costo? 190 Euri iva compresa. Al giorno? No per tutto il weekend (alla stra-stra-strafaccia del cazzo, pero' in senso buono stavolta).
Quanto tempo prima lo deve sapere? Entro Venerdi'. Affare fatto
190 euri diviso sei = poco piu' di 30 euri a testa + gasolio, perchè diviso sei? dice Fabri. Perchè io ci metto il telepass. Ma il telepass è della ditta.
Ma la ditta sono io... insomma a farla breve si divide per sette, non la si spunta con quelli di Apparizione.
E mentre mi sollazzo con il mio sharing serale ecco materializzarsi Ozzy88:
- verrebbe anche un mio amico!!
- Sì Caccola me lo hai gia' detto
- no un altro (ma guarda il ruffiano che ha usato il minuscolo, comunque 190 diviso otto è meno di 190 diviso sette)
- chi sarebbe questo amico? (guardingo)
- BILLY UN NOSTRO COETANEO (Ha visto lo spiraglio)
-ok digli che per me va bene se per i suoi non ci sono problemi.
Mi chiama mio cugino Ozzy88 perchè quando entra in rete è troppo pigro per cambiarsi il nick e usa quello del figlio,
- ho sentito che ti porti anche Billy, stacci attento è un tipo un po' estroverso.
- definire estroverso please (mio cugino insegna inglese e quindi gli fa piacere se gli dimostro che qualcosa di quello che mi spiega rimane incollato al neurone)
- Ma sai.. gli piace bere birra e poi non la regge e ho il sospeto che forse.. ma non sono sicuro...bada bene forse ... si faccia anche qualche canna...
- I am basited... ma porca di quella TROIA!!! Dirmelo prima che acconsentissi ti pareva male, lui sghignazzando come un autentico bastardo inside
- ah ah ah cazzi tuoi!!!
- Fanculo!
Tre giorni prima della partenza Mario per problemi suoi disdice e ci ritroviamo con il suo biglietto e il suo posto da piazzare, s'mmess'é di Massimo "verrebbe anche il mio aiuto di negozio". Anni? Diciassette.
Dopo aver litigato tutto il Viaggio di ritorno da Imola del Sabato notte con Fabri per l'ora di partenza, io volevo mangiare e partire mentre lui puntava sulle 10 del mattino, riesco a spuntarla quindi appuntamenti in giro per la città intorno all'una.
Mi raccomando telefonicamente con Ozzy e amici di portarsi molta acqua da bere e panini da mangiare perchè una volta nel carnaio non ci si puo' piu' muovere.
All'una precisa con lo scuolabus pieno si parte, bambini in fondo a far casino audulti ( per modo di dire) davanti a consumare cassette rock e fare casino pure loro. Il mezzo era molto Karascio' (drughi di tutto il mondo unitevi): aria condizionata, stereo, velocita' di crociera sui 150Km/h, alle 16 nella solita ora bella fresca siamo a Imola e con lo stesso colpo di culo di due giorni prima troviamo lo stesso posteggio, quindi culo al quadrato e culo quadrato che mi era venuto dopo 3 ore e passa di guida.
I ragazzi cominciano a sbavare davanti alle magliette a 30 euri, io li rimorchio via assicurandoli che all'uscita sarebbero costate meno, soliti chilometri di strada per arrivare sottopalco, scioppafonata ad Audio col quale mi incontro e al quale spiego il mio dramma, i pargoli si vogliono avvicinare, che fai vieni anche tu?
- Fossi scemo risponde saggiamente Audio, lo saluto, ci spariamo 30 secondi di cazzate e poi dentro.

Nei grandi concerti che muovono le grandi masse, dove entrano in campo le leggi sui grandi numeri, che non c'entrano una sega ma che mi piaceva citare, non si guadagna il sottopalco di forza ma di astuzia, con indifferenza ci si posiziona in fondo e si attendono i movimenti casuali della folla, come si apre una fessura ci si infila, impiego una mezzora e rimorchio la banda a 30 metri dal palco.
Ai trenta metri cozziamo contro una barriera umana insormontabile, ti credo c'era una doppia transenna ma la distanza era buona.
Abbiamo ascoltato nell'ordine i Lacuna Coil un gruppo italiano bravino e poi due gruppi un po' piu' pesantucci, audio mi mandava ogni tanto dei s'mmess'è con scritto "senti che animali" in effetti...
Alle 19,30 gli ignavi avevano finito l'acqua e io la razionavo stile "gli ammutinati del Bounty" alle 21,30 entrano i Maiden che vanno subito giu' pesante, contro la transenna è subito un macello di gente che poga, si spinge e si fa del male, io e Massimo afferriamo due ragazzini a testa per le cinghie degli zainetti e li tiriamo indietro, l'assistente di bottega è sparito nel mucchio selvaggio.
Trovata un'oasi di pace & amore & joint-rolling, sistematomi tra Billy e l'opificio di canne, ci godiamo lo splendido concerto, io scatto anche delle foto, in una si vede benissimo la nuca di Billy in un'altra le luci del soprapalco e in una terza il riflettore che inquadra il pubblico in pieno obiettivo.
Viene eseguito in anteprima un pezzo del nuovo album che uscirà a Settembre prima del quale Bruce Dickinson il cantante fa un discorsetto tipo:
Avete macchine fotografiche? Noooooooo
Avete Telecamere? Noooooooo
Avete registratori? Nooooooo
Bene se domani vi viene voglia di condividere su internet foto, filmati o registrazioni ... FATELO PURE!!! Pero' poi a settembre comprate il disco.
Mi arriva un s'mmess'é di Audio " questo si' che è parlare da giusti"
Gli Iron attaccano il mio pezzo preferito " Fear of the dark", decido di attivare il servizio Whish You Were Here di Scioppaphone e scassare un po' le balle a jwolf, chiamo e mi risponde una voce atomatica del luprovider "attenzione stiamo rinviando la sua chiamata", due squlli e sono in contatto con un modem lo riconosco dai fischi che sta facendo, mi attivo, comincio a fischiare, mi connetto e mi appare un menu':
Io sono a lavorare potete lasciare nell'ordine:
- Tasto 1 un video in formato Avi codificato in divx5.0.5
- Tasto 2 una foto esclusivamente in formato gif o jpg
- tasto 3 un mp3 ma che sia esclusivamente prodotto da EAC con la stringa %l--alt-preset 128%l%h--alt-preset standard%h %s %d high quality VBR 192 non si accettano file wave.
- tasto 4 salumi e formaggi ma che non siano scaduti.
- tasto 5 fuori dai coglioni che qui non abbiamo tempo da perdere.
Ritiro tutto quello che ho detto nel primo capitolo di buono sulla Nokia, che cazzo ci voleva ad implementare EAC nel software dello scioppaphone? porca puttana ma siamo nel 2003!! E sia, tasto 5 ... sorry.

Fine del concerto inizio della tragedia

ci ritroviamo al punto di raduno prefissato: l'unico telefono pubblico. Ci contiamo manca l'aiutante di negozio, sparito... che sia stato tritato dalla poga sottopalco? Dopo una mezzoretta se ne arriva tutto tranquillo e gaio con la sua birrazza in mano... sapete c'era un po di coda al banco della birra, già 20000 persone. I giovinetti erano estasiati, il loro primo vero grande concerto, chi doveva pisciare, chi moriva di sete, chi telefonava alla mamma, chi agli amici... insomma un bordello.
Ci incolonniamo pazientemente per uscire una bella oretta con quei cazzoni di banchettari che mettevano le loro merci di traverso la strada creando strettoie ad arte e con gli imbecilli che si fermavano a comprare. "PORTATEGLI VIA TUTTO" urlavo nel casino generale. Nel viale che ci portava al posteggio gli ultimi banchetti svendevano le magliete a 10 euri e i ragazzi si sono dati alle spese folli.
Imola è una bella cittadina ma non è che sia organizzatissima per far defluire un 100000 persone in auto tutte assieme, in pratica raggiungiamo l'autostrada alle 2,30, ho una crisi di astinenza da caffe', primo autogrill inavvicinabile, secondo autogrill strapieno, me cala la palpebra... dopo un'ora e mezza e con gli stuzzicadenti sulla palpebra medesima mi fermo all'autogrill all'inizio della Cisa, faccio il pieno al mezzo e mi vado a fare due caffè, i ragazzi: mi fa un panino? Mi scalda una Brioche. Me ne scalda un'altra?. Si puo' avere una focaccina col prosciutto crudo, ce l'ha una lattina di PepsiCola..

Has, Hass, Hasss FIDANKEN!!!! TUTTI SUL FURGONE!!! finite le consegne tocco il letto alle 6,30 del mattino e dopo un'oretta lo scioppaphone si anima, è un mio cliente che mi chiede se possiamo rimandare l'appuntamento dalle nove a mezzogiorno, certamente dico io ma del giorno dopo.

domenica 17 luglio 2005

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Notti Magiche parte I

(da il_nonno)

Si tratta della prima parte del diario da me scritto delle giornate da lui passate all' Heineken Jammin' Festival dello scorso anno. A seguire verrà la seconda parte. A me, personalmente, ha fatto scompisciare!

Notti magiche. Ovvero i grandi concerti dell'estate e di come io e il mitico [Audiogalaxy] ci conoscemmo ad Imola.

Era una giornata buia e tempestosa?
Ma nemmeno per sogno, la giornata era limpida e soleggiata, pure troppo soleggiata,
faceva un caldo porco quando io e il mio amico/dipendente Fabri siamo partiti per la riviera Romagnola. Temperatura circa 35 gradi all'ombra, sull'asfalto molti ma molti di piu', sull'automoglica (sequestrata per la bisogna) condizionatore al massimo e temperatura da bronchitina.
L'ora era ideale: partenza alle 11 del mattino arrivo alle 14 concerto alle 21,30 , perchè non si puo' sapere cosa possa succedere, si puo' essere attaccati dagli apache sulla Cisa oppure dai seminole nella bassa padana.
Appena messo piede a Imola e trovato posteggio con un colpo di culo, la calura ci stroncava li' sul marciapiedi, per la serie barcollo ma non mollo, abbiamo percorso il chilometro che ci separava dall'autodromo scattando da sotto l'ombra di un albero alla successiva.
Eravamo giusto svaccati davanti l'ingresso in un opportuno baretto all'ombra di un eucalipto/mentolo sorseggiando una minerale ghiacciata da paralisi, quando lo scioppaphone cominciava a dare segni di vita vibrando saltando ed emettendo suono da s'mmess'é.
Allungavo la mano svogliatamente immaginando la solita rottura di balle:

OMNITEL: ho telefonato alle 11.30 dove cazzo eri?
IO: ma saranno un po' cazzi miei o no?

OMNITEL: con un click puoi ricevere le ultime notizie dal mondo
IO: ci fosse un click col quale la smettessi di rompere i coglioni l'avrei gia' cliccato da tempo.

invece leggo:
io sono al concerto dei metallica tu dove 6? Audio

resto un attimo basito comincio a pompare endorfine in quantità industriale al mio neurone e realizzo:
Audio = [Audiogalaxy] = NG it.comp.software.p2p = due mesi che stiamo scambiandoci E-mail per i concerti ... rispondo!!

Piccola parentesi
con la mia mano palmata ho grosse difficolta' a far funzionare una tastiera IBM quindi il discorso tasti del telefonino per s'mmess'é mi è precluso dalle leggi della fisica. Che fare?

Seconda piccola parentesi all'interno della prima piccola parentesi
La Nokia che è una ditta che tecnologicamente non ha nulla da invidiare a ditte famose come la Voiello, consente di riutilizzare il numero che ha inviato il s'mmess'é per telefonare.
Capisco che a questo punto qualcuno è sotto shock spiace a me dovervelo dire, è un lavoro ingrato ma qualcuno lo deve pur fare...
Dai telefonini si puo' anche parlare come dal telefono di casa!! Non lo sapevi? Manda un s'mmess'é
al tuo gestore che ti spieghera' mediante s'mmess'é la procedura. Io posso anticipare che:
- si puo' parlare mentre l'altro ascolta e viceversa che è la procedura piu' funzionale.
- si puo' tacere entrambi contemporaneamente ma si capisce poco
- si puo' parlare entrambi contemporaneamente ma non si capisce un cazzo.

Chiusa piccola parentesi all'interno della piccola parentesi
Chiusa piccola parentesi

Perchè l'algebra non è un'opinione!!!

Bene io sento la sua voce per la prima volta e mi stupisco del fatto che uno di Xxxxxxx abbia l'accento yyyyyyy. Lui sente la mia voce per la prima volta e si stupisce del fatto che uno di Genova abbia l'accento del Ruanda Burundi:

Io: Ciao dove sei? ( Parlando si utilizza la versione estesa e non il numero 6)
A: Davanti al palco
Io: e il palco dove cazzo è?
A: all'inizio del rettilineo Box
Io: Bene io sono alla fine quando arrivo ti richiamo
A: mandami un s'mmess'é
Io: preferisco richiamarti

Il rettilineo d'arrivo/partenza di Imola Soch-Maker con la sua Ferrari lo percorre in circa 4 secondi, noi a piedi sull'asfalto bollente con le scarpe che evaporavano e i piedi lessati abbiamo impiegato una ventina di minuti. Quando abbiamo raggiunto il carnaio davanti al palco o forse meglio di carnaio renderebbe piu' l'idea il termine barbecue per descrive quella quarantamillina di persone che abbrustolivano sotto il sole delle 16 in una delle piu' calde giornate dell'anno.

cavo lo scioppaphone e richiamo Audio

Io : ci sono e tu dove sei? (sempre per esteso)
A: in fondo dal bar
Io: con altre diecimila persone (sempre per esteso), vieni verso il palco, io ti aspetto sotto uno degli alberi sfigati, mi vedi? sono quello piu' alto dell'albero grosso con pochi capelli e sull'anzianotto andante ma con brio.
A: NO
Io : come no? sono quello piu' alto dell'albero grosso con pochi capelli e sull'anzianotto andante ma con brio che adesso agita la mano. Mi vedi?
A:NO
Io : come no? sono quello piu' alto dell'albero grosso con pochi capelli e sull'anzianotto andante ma con brio che adesso agita tutte e due le mani e in una c'è il telefonino per quello mi stai sentendo strano. Mi vedi?
A: SI' sei quello piu' alto dell'albero grosso con pochi capelli e sull'anzianotto andante ma con brio che agita tutte e due le mani e per quello ti sento strano e anche per quello tu non stai sentendo un cazzo DI QUELLO CHE STO DICENDO ORA!!!!
Vedo spuntare finalmente Audio tra la folla, ci salutiamo, ci abbracciamo, ci baciamo (ma senza la lingua).
Io offro da bere, acqua minerale per tutti!!! 4 bottigliette da mezzo litro 6 Euri, a Imola hanno capito tutto della vita!!
Ecco state pensando il solito genovese spilorcio, ma Audio è l'unico abitante del xxxxxxxxxx che non beve, non fuma e non si fa le canne: è autarchico, le sue endorfine lo tengono sempre in euforia e quindi ci risparmia anche dei soldi. Poi ai concerti basta il fumo passivo a farti sballare.
Abbiamo cazzeggiato per un po' poi Audio afferra l'Audiophone e spara un s'mmess'é
a jwolf :
sono al concerto dei metallica col nonno /tempo di digitazione 15 secondi (che invidia)
risposta del lupo 8 secondi dopo (doppia invidia)

salutamelo e divertitevi
Audio mi fa vedere il s'mmess'é ed io che ho sangue napoletano nelle vene, clono immediatamente il numero del Lupophone e mentre Audio cita la legge sulla privacy e che jwolf magari si incazza lo tranquillizzo dicendo che davanti ad una eventuale incazzatura del lupo avrei fatto sparire il numero.

L'incazzatura non c'è stata quando l'ho chiamatom, in compenso abbiamo fatto una bella cazzeggiata telefonica a tre ( in questo caso funziona cosi': uno ascolta, jwolf e due a turno ma anche assieme, io e Audio sparano cazzate), peccato che la sfiga abbia voluto che il lupo avesse da lavorare proprio in quel weekend altrimenti sarebbe stato dei nostri.

Alcune bottiglie di acqua minerale e molte cazzate dopo inizia il concerto dei metallica, noi eravamo a distanza siderale dal palco vuoi per il caldo e vuoi perchè non è che nessuno di noi fosse cosi' fan del gruppo che ha ucciso Napster (non dimentichiamolo mai), da rischiare la vita per andare sottopalco, cosi' l'abbiamo praticamente visto sui megaschermi laterali tutto il concerto.

Abbiamo inaugurato anche il servizio:
Wish You Were Here di Scioppaphone
non sei potuto venire al concerto?
cazzi tuoi!!!
noi da merde te ne facciamo sentire un pezzettino giusto per farti rosicare da autentici VBI (very bastard inside)

chiamato jwolf gli abbiamo fatto sentire un paio di minuti di Metallica

E sulle note dei metallica che chiudevano il concerto ci siamo salutati e dati appuntamento per la giornata di domenica, Audio si accampava in automobile e restava per i tre giorni, io dovevo rientrare e tornare per il concerto dei Maiden con una furgonata di quattordicenni da non perdere di vista MAI, ma questo è il capitolo II.


mercoledì 13 luglio 2005

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Tempi "tecnici" di sofferenza


Notizia
Un uomo di mia conoscenza, anni 65, dopo 4 mesi dalla morte della moglie s'è innamorato, in modo del tutto casuale e imprevisto (parola mia!), della vedova, anni 64, che lo aiutava nei mestieri di casa da quando è rimasto solo, la quale, dopo 20 anni di vedovanza, ha corrisposto. Per il momento quest'uomo è stato messo alla berlina dai figli, irritati dalle illazioni di quartiere che lo vogliono amante della vedova in questione già da prima della morte della moglie, e poi perché, anche se non fosse così, 4 mesi son troppo pochi per poter avere un'altra compagna di vita dopo 35 anni di matrimonio.

sabato 9 luglio 2005

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Bullismo


Martedì 5 Luglio scorso a San Donato Milanese, nel tranquillo comune della periferia milanese dove vivo dal 1968, s'è verificato uno di quegli episodi che risaltano alle cronache nazionali solo quando accodati ad episodi analoghi più eclatanti. Quaranta ragazzi appena maggiorenni, a rimorchio del Capo Bullo, hanno aggredito con calci e pugni un coetaneo, reo di aver tenuto comportamenti irrispettosi durante l'ultimo anno di liceo verso il loro Capo, malavitoso in erba con precedenti penali già passati in giudicato.

giovedì 7 luglio 2005

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7 Luglio 2005

(composta lo stesso giorno, su ispirazione di un pensiero espresso poeticamente dal mio caro amico Stefano; giorno dei drammatici attentati terroristici a Londra)

Sono ottenebrato dall'angoscia:
il mio cuore cerca speranza.
Sono intimorito dalla guerra:
i miei ideali cercano spazio.
Sono sopraffatto dal dolore:
le mie lacrime scorrono roventi.
Sono schiacciato dalla fatica:
i miei piccoli sforzi sono tutti per la pace.
Così sono e voglio essere, per sempre.

mercoledì 6 luglio 2005

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Art. 2112 del Codice inCivile


Anzittutto segnalo il sito che m'ha ispirato questa piccola riflessione: ESTERNALIZZATI .
Legge Biagi (pace alla buon'anima che della legge non sa nulla), lavoro interinale, a progetto, persino "a giornata". Tutto è ammesso e ammissibile per chi conta gli occupati solo sui grandi numeri, senza traformare gli stessi in altrettanti esseri umani. Quanti di questi "nuovi occupati" sono in grado di metter su una famiglia, contrarre un mutuo, fare investimenti sul proprio futuro?


martedì 5 luglio 2005

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Piccoli modelli crescono


Che bel servizio televisivo ho visto domenica, sul tg2 nazionale!
L'avete visto anche voi? Alta moda, o "pret a portair" (??), non so dire, me ne intendo veramente poco e farò penitenza col cilicio appena possibile per emendarmi. Il fatto che mi ha entusiasmato, che mi ha fatto capire quanto meraviglioso sia questo mondo della moda, è stato vedere sfilare dei bambini, con dei vestitini bellissimi, con e senza decorazioni, uno spettacolo commovente, ve lo dico coll'organo cardiaco in mano.


mercoledì 29 giugno 2005

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Governo di eMMe(rd)


Fa un “caldoabbestia”, in tutta Italia, e in fondo chissenefrega che lo fa in tutta Italia! Io sto a Milano, e il caldo percepito supera i 40 gradi, ho bisogno di sfogarmi, ma come faccio? Sto troppo bene ultimamente, tanti amici avevo e ancora ho, tanti ne sto conoscendo, amo mia moglie, i miei figli, i miei amici tutti, tutti diversi e tutti mi piacciono, tante persone mi vogliono bene e mi stimano, “sono un ragazzo fortunato, perché m’hanno regalato il mondo, sono fortunato perché non c'è niente che ho bisogno, ...”, ... .
Eppure sono nervoso, più incazzato d’un lupo della Tasmania, spaccherei qualcosa tanto per spaccarla! Di notte sogno una vasca d’acqua ghiacciata, che evapora tutta appena ci entro per refrigerarmi; non è un sogno: è un incubo.
Leggo di uno che ha sparato all’ufficiale giudiziario e non mi stupisco: fa troppo caldo. Leggo di un altro che ammazza la moglie perché forse l’aveva tradito e non mi sorprende: questo caldo fa bollire il cervello. Una donna ammazza il figlio, malato terminale; era ammalato da molto tempo e il decorso ancora molto lungo, ma adesso ha deciso che lo doveva sopprimere, e non resto basito: un caldo spaventoso questo, che fa perdere la ragione.
Ditemi, c’è qualcuno che mi odia in giro? Lo chiamo, gli telefono, così ci sfoghiamo insieme. Ci sarà qualcuno a cui sto sulle palle, sicuramente! Indicatemelo, che lo vado a trovare, e dopo esserci disarmati ci prendiamo un po’ a schiaffi e cazzotti, democraticamente: tu dai un cazzotto a me e io te ne do uno a te.


DEVO SFOGARMI, PORCHILMONDO, DEVO SFOGARMI!

Faccio così: me la prendo con un ipotetico governo di un ipotetico stato.
Faccio finta che vivo in un paese dove il ministro della giustizia vara riforme in barba a qualunque critica di giudici e magistrati. – Le leggi le faccio io e loro zitti e muti le applicano e basta! – Sì lo so, non è credibile, ma faccio finta, così gli dico: SEI UN CRETINO! UN IDIOTA COI NEURONI RAPPRESI! CONOSCI IL VERBO “DIALOGARE”? ASCOLTA BENE, TE LO DICO PIANO: DIA-LO-GA-RE! AH, NON SENTI, NON SAI COME SI FA? DEVI ASCOLTARE. COSA SERVE “PER”? DUE ORECCHIE, APERTE E PULITE. COSA SONO LE ORECCHIE? CAZZO, MA DA DOVE VIENI CHE NON CAPISCI L’ITALIANO! AH, NON SEI ITALIANO?

Non mi basta ancora, voglio di più. Faccio finta che una parte del paese ha votato un deficiente razzista che taglia lo stato in due parti e afferma – Quelli di qua sono persone oneste e perbene, che lavorano, e quelli di là sono tutti ladroni – e succede che questi “onesti” lo votano, e il deficiente diventa persino il coordinatore delle riforme costituzionali, per tutti, gli onesti e i ladroni, una cosa impossibile, pazzesca, ma gli direi: STRONZO, MA DOVE LE HAI PARTORITE ‘STE MINCHIATE, LEI HAI LETTE NEI LIBRI FINTI AL SALONE DEL MOBILE? PIRLA D’UN PIRLA, AFFANCULO TU E CHI TI VOTA, BASTARDO FIGLIO D’UN CANE BAVOSO E UNA IENA RIDENS! CHEMMINCHIA VUOI DIVIDERE LA GEOGRAFIA CHE NON SAI MANCO FARE ADDIZIONI E SOTTRAZIONI COI NUMERI NATURALI!

No, miglioro ma ancora non ci siamo, sono ancora un pericolo pubblico, mi occorre un ultimo sfogo, devo esagerare con le ipotesi assurde. Allora faccio finta che il presidente dell’esecutivo è proprietario delle televisioni private più viste nel paese, determina le scelte delle televisioni pubbliche, è proprietario di case editrici, giornali, assicurazioni, della più grande agenzia di pubblicità per giornali e televisioni, di una importante squadra di calcio che ha il presidente che è anche presidente della lega calcio, dove si muove spadroneggia, un’iradiddio coi soldi suoi e degli altri. NOOOO! NON CI VEDO PIU’ DALLA RABBIA! LO PRENDEREI A LEGNATE COL CAVALLETTO DELLA MACCHINA FOTOGRAFICA, CHE COMPREREI APPOSITAMENTE! BRUTTO LADRO VASTASO E INFAME, QUANTI MISERABILI HAI LASCIATO NELLA TUA SCIA DI APPROPRIAMENTI? TI ODIO, TI DISPREZZO, TI SPUTO IN FACCIA, TI PISCIO ADDOSSO: SOLO COSI’ POSSO CAMMINARE A TESTA ALTA. AAAH, ALLORA E’ VERO CHE “DIO LI FA E LI ACCOPPIA”, HAI ANCHE UN PORTAVOCE CHE PARLA COME SE FACESSE LA PREDICA DAL PULPITO, CHE PARLA DI TE CON TIMORE DI BESTEMMIARTI MANCO PARLASSE DI DIO IN TERRA, UN LECCACULO DA FAR SPAVENTO ALLE PORNOSTAR, UN VOLTAGABBANA PIU’ LURIDO DEL CANOVACCIO DA TERRA D’UN MACELLAIO! VI DEVE VENIRE LA LEBBRA, CON PUSTOLE PICCOLE E PURULENTI, SEMPRE PIU’ FITTE FINO A COPRIRE INTERAMENTE LE VOSTRE FACCE DA CULI CHE MAI HAN VISTO SAPONE, MA NON DOVETE MORIRE, NO NO: DOVETE PUZZARE A VITA, COME CADAVERI DI PANTEGANE NELLE DISCARICHE A CIELO APERTO SOTTO IL CALDO AGOSTANO.

Ah Ah! mi sento meglio, sì, ora rido persino. Sono stato un po’ volgare, anche parecchio intollerante, è vero, d'altronde il caldo, però sono molto più calmo, disteso, come se avessi fatto l’amore. E’ stata dura per me, sempre moderato, accomodante, quasi sempre, ma è stato un atto liberatorio necessario. Mia moglie e i miei figli sono salvi quindi, perché i bollori interni sono scomparsi. E’ bastato un espediente, tutto qua.
Meno male che quel governo non esiste! Che fortuna che ho ad avere una fantasia vivace.


lunedì 27 giugno 2005

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Ragno d'un centesimo d'etto


Un piccolo episodio m'ha messo buon umore ieri mattina, e ve lo voglio raccontare.
Per tanti motivi, di cui parlerò in altre sedi, d'estate faccio a meno il più possibile di usare la macchina. Se proprio non devo compiere grandi distanze, se non c'è possibilità d'usare i mezzi pubblici e se non devo trasportare roba troppo ingombrante mi muovo rigorosamente a piedi o in bicicletta, quest'ultima poi è un vero svago per me. Stamattina mi sono trovato in uno di questi "se" e, dopo molti giorni, ho tirato fuori la macchina dal box. Vado ad inserire la retromarcia e sento sul braccio, da mezza manica scoperto, un esserino che ci cammina sopra, spedito e affrettato, e fors'anche un po' scocciato. Sono moderatamente aracnofobico, ma quel ragnetto era così piccino che m'ha ispirato immediata simpatia. Una breve visione, durata un battito di ciglia, e il ragnetto si scapicolla appeso al suo filo sul pianale dell’auto, scomparendo.

Liberatomi della setosa ragnatela ho pensato: "Però! La natura impiega veramente poco a riappropriarsi dei luoghi, quando lasciata indisturbata nel suo agire spontaneo!". Certo eccessiva la riflessione, per un semplice ragnetto con ragnatelina di capitolato, ma le indomabili connessioni neuronali immediatamente m'hanno portato a pensare a Pompei ed Ercolano, alle rovine azteche, alle tombe egizie, a tutti quei luoghi, quasi mai visti ma spesso letti nei libri, dove solo l'intuizione del genio di turno ha permesso di ristrapparli all'usucapione che la natura ha compiuto nel corso di secoli e millenni, oscurandoli al nostro sguardo.
Nel caso delle scoperte archeologiche citate sono ben felice che l'uomo in qualche modo sia ritornato in possesso di quei luoghi, importante testimonianza di tempi e culture passate. In altri casi, e sono la maggior parte, mi trovo a tifare per la natura, certo e fiducioso che forse il solo smettere di perseguire la continua invasione di spazi perpetuata dall'uomo, senza null'altro agire che appunto non sia l'astenersi dal costruire, asfaltare, abbattere foreste e prosciugare laghi e fiumi, sia già un'operazione sufficiente a far sì che questo pianeta pian piano torni a sembrare un pianeta in cui la natura e l'ambiente sono al centro della bellezza ricercata, degli scopi dell'umanità tutta.
Ci sarà un giorno
che ogni piccolo uomo
cederà alla natura
il suo piccolo trono.

Un piccolo sogno
che metto nel cassetto,
ispirato da un ragno
d’un centesimo d’etto.

domenica 26 giugno 2005

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Origine del mio nickname: RobyDick


E’ curioso a dirsi, eppure il mio nomignolo (nickname), tanto amato e pensato, in campo internazionale, anglosassone in particolare, suona un po’ beffardo se non volgare. Il termine “dick” è il nodo della questione, perché entrato nel gergo giovanile e non solo, per identificare al limite del volgare l’“organo riproduttivo maschile”, e permettetemi sul mio sito di non specificare oltre. Un mio caro amico italiano che da anni vive a Londra con fidanzata locale, sorride puntualmente, sempre insieme alla sua fidanzata, ogni volta che riceve una mia email o visita il mio sito. Inoltre la parola “dick”, da sola o insieme ad altre a formare un soprannome, ho scoperto di recente non essere accettata in internet, in alcuni siti, come nome di qualcosa. Strano ma vero, visto che Dick è anche usato comunemente per abbreviare il nome Richard, ed è un nome proprio tutt’altro che desueto. Persino il padre della fidanzata del citato amico si chiama così, e la figlia lo chiama Dick tranquillamente, ma in quel caso senza che la cosa provochi risata alcuna. Mah, non so che dire.
Il mio primo nickname fu RobyPoppins, ceduto poi con grande piacere ad una carissima amica. RobyPoppins era effettivamente più adatto a una donna, per l’ovvia ragione legata al personaggio che richiama. Prima di cederlo mi sforzai a lungo di cercare un nickname per l'amica, e ne produssi a profusione, con un’infinità di tentativi tra il serio e il faceto, finché spuntò fuori RobyDick che decisi di tenermelo io, per i tanti richiami che portava. Ne elenco qualcuno:
  • Dick Tracy, grande personaggio di fumetti e film.
  • Moby Dick, straordinario romanzo letto lo scorso anno.
  • Emily Dickinson, la famosa poetessa americana per la quale ho predilezione.
Gli ultimi due li avevo pensati io immediatamente.
Di Dick Tracy me ne parlò l'amica, e ne fui ulteriormente felice vista la natura impavida e incorruttibile dell’eroe investigatore, sempre votato alla causa della giustizia.
Emily Dickinson è una poetessa di straordinaria intensità spirituale, con una capacità di esprimere sinteticamente i confini della razionalità umana nei confronti della spiritualità e del divino, al di là di ogni convinzione religiosa. Le sue poesie le rileggo periodicamente, e dedicarle una pagina nel mio sito, con una breve personalissima antologia, è stato inevitabile. Non le ho copiate, ma le ho scritte a mano, una per una, come una sorta di pegno da scontare per esprimerle gratitudine.
Esco un attimo dall’argomento solo per dire che ho fatto la stessa cosa, cioè riscriverle a mano una per una, per le filastrocche di Rodari, altro mio grande mentore ed esempio, ed è stato proprio riscrivendole che ho imparato meglio io stesso a scriverle, le filastrocche, una delle cose che più mi piace fare. Leggere a un bruto come me non basta, evidentemente. Compiendo l’atto di riscrivere, con un po’ di fatica e di lentezza, ho ripercorso perlomeno l’atto fisico dell’autore, quello psicologico essendomi sconosciuto, e la cosa mi aiuta sempre tantissimo. Ancora adesso, magari solo su un pezzo di carta, riscrivo frasi che mi sono particolarmente piaciute, leggendole qua e là, e non si tratta di un semplice appunto bensì di un modo per meglio fissare un mente un concetto.
Sicuramente il personaggio che più è richiamato dal nickname RobyDick è il famoso capodoglio bianco, protagonista silente dell’omonimo romanzo che Hermann Melville dedicò al suo amico Nathaniel Hawthorn (altro grandissimo scrittore americano): Moby Dick. Questo romanzo, ho notato parlando con amici e conoscenti, è famoso quanto poco letto. La storia la conoscono quasi tutti, per massimi capi, per aver letto magari una versione ridotta tipo favola ai propri figli, o per aver visto uno dei tanti film a lui ispirati, ma il libro per intero, chissà perché, l’hanno letto veramente in pochi. Eppure è un libro di una bellezza incredibile, pieno d’avventura insieme a passi di grande poesia, una meravigliosa metafora di dove l’essere umano si può spingere nel perseguire un obiettivo impossibile, di come proprio questa ostinazione possa essere causa e ragione di vita, pieno anche di personaggi di fascino assoluto che meritano, ognuno di loro, un approfondimento particolare. Tutto questo avviene percorrendo un’esperienza che lo stesso Melville ha compiuto: vivere qualche tempo su una baleniera. Uno dei libri che Deve Essere Letto, secondo me e secondo quei pochi, a quanto pare, che hanno avuto il fegato di affrontarlo (mi viene da dire così). Quando finii di leggerlo quasi mi dispiacque, non per il finale che è epico e degno della storia, ma perché avrei voluto che non finisse mai una storia così bella, magari con un reincarnato capitano Achab in altre spoglie, e via ancora, per i mari di tutto il mondo, alla caccia dell’imprendibile balena bianca.
Il carico di fascino di questo capodoglio, sottospecie delle balene tra le più misteriose ancora oggi, sconfina nell’umano più di quanto si possa immaginare. Simbolo di libertà inviolabile, mai arrendevole e mai bellicoso, mostra anche di saper attaccare per difendersi quando occorre, quando ormai nessun altra fuga è più possibile, diventando un formidabile ariete nei confronti della baleniera che per tutto il romanzo gli da la caccia. Solo ripensando alla storia, che non voglio esaurire nei contenuti per evitare emozioni a chi volesse decidersi a leggerlo, mi viene la pelle d’oca per l’emozione!
Come simbolo ho scelto un delfino azzurro, mammifero marino e cetaceo quanto il capodoglio e più a dimensione umana di questi. I delfini hanno sempre stimolato la mia fantasia fin da quando ero bambino e gli unici documentari del mare che potevo vedere erano quelli del capostipite del genere, quel Jaques Cousteau ancora molto famoso tra i membri della mia generazione. Animale di grande intelligenza, più di ogni altro assomiglia a un uomo che vive però nel mare, ed è forse uno dei rari casi in cui cercare l’uomo in un animale, antropomorfizzandolo come spesso facciamo con altri animali, quelli domestici in testa, non è un grave errore. Le sue capacità così simili a quelle umane sono dimostrate da numerosi fattori, quali ad esempio la capacità di giocare senza necessariamente emulare contesti di vita quotidiana, in modo cioè fine a se stesso almeno in apparenza, ed anche quella, meno nota ma ancor più significativa, di praticare il sesso non solo a scopo riproduttivo. ma anche per mero piacere, caratteristica quest’ultima condivisa con l’uomo e con alcuni tra i primati più evoluti, come gli scimpanzè.
RobyDick è un delfino azzurro, e non potrebbe chiamarsi altrimenti.

domenica 1 maggio 2005

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Sai cosa penso?

Sai cosa penso?

Forse mi sbaglio, ma penso che...

Per fare la Pace

ci vuole un bel mondo.

Per fare un bel mondo

ci vuole istruzione.

Per fare istruzione

ci vuole una scuola.


E poi penso, anche, che...

Per fare una scuola

ci vuole un bel posto.

Per farla funzionare

ci voglion persone.

Per far l'insegnante

ci vuole passione.

Per fare il bidello

ci vuole pazienza.

Per fare il genitore

ci vuole partecipazione.


E sono sicuro che...

Per fare lo scolaro

ci vuole un bimbo.

Per fare un bimbo

ci vuole tanto, tanto amore.


martedì 8 marzo 2005

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chi Era, chi E' ... chi Sarà!

Era è il passato,

che tutti chiaman Storia,

a scuola ricordato:

Onore, alla Memoria.

E' esiste nel presente,

nel cuore che fa omaggio

fissando vivo, in mente,

un grande personaggio.

Sarà sempre, nel futuro,

nostro monito ed esempio.

Vinceremo, a muso duro,

ogni abuso, ogni scempio.

Saremo tanti cuori,

gioiosi ed altruisti.

Regalerem Colori,

agli animi più tristi.

Tanto è brutto il verbo Avere,

se ti porta a malversare,

quanto è bello il verbo Essere,

che ti obbliga a Lottare.


martedì 22 febbraio 2005

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Marocco: un viaggio nel tempo

(Foto e testo di Sergio Notari)

“Quando soltanto una vista mille volte più acuta di quella che può dare la natura sarebbe capace di scorgere nell’oriente del cielo la differenza che separa la notte dall’aurora, il muezzin si svegliò.”
Le parole di José Saramago, tratte dalla Storia dell'assedio di Lisbona, ci portano in cima a un minareto e ci fanno pensare a una città addormentata, che sta per essere richiamata alla preghiera del mattino.

sabato 12 febbraio 2005

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Manifesto per l'Uomo Comune

Prima di dire Mio
impara a dire Nostro.
Sei un Uomo non un rapace;
hai le mani, non gli artigli.

Prima di dire Ascoltami
impara a dire Parlami.
Hai una bocca ma ben due orecchie:
deve esserci una ragione.

Prima di dire Guardami
impara a dire Mostrati.
Hai la mente per conoscerti;
gli occhi guardano fuori.

Prima di dire Morte
impara a dire Vita.
Tutto ha una fine, deve averla,
è facile da comprendere;
ma nella Nascita risiede
il mistero della Creazione.

Amo l'Uomo Comune,
fatto di cellule e tessuti,
fatto di occhi, mani, arti.
Lo amo soprattutto quando,
prima di dire Io,
impara a dire Altri.

giovedì 10 febbraio 2005

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Prova a indovinare...chi sono io?

Guarda come sorridi: ho capito, sei Allegra!
Ma sei proprio sicuro?
E' vero, ora sei seria, Accigliata.
Ma guarda bene...
Ehi, ora t'arrabbi...sei Nervosa!
Ma se sto ridendo ancora...
Porca paletta, ma come faccio a descriverti?
E chi l'ha detto che devi deScrivermi?
L'ha detto la Maestra.
Allora fai così: al posto di dire Come Sono,
prova a dire Cosa Faccio.
Come come?!? Non capisco. Fai un'esempio.
Potresti dire così:

Signore e Signori
ecco a voi la Gioconda!
A volte molto allegra,
a volte un po' iraconda.

E' un esempio di bellezza,
di arte che commuove.
Solo chi non vive,
più non si muove.